domenica 13 gennaio 2013

ANCORA VIOLENZA SULLE DONNE: IL CASO DI BERGAMO

Martha Graham
Nel mio post precedente mi ero ripromessa di tornare sull'argomento ma speravo di non doverlo fare così presto. La cronaca ci racconta purtroppo l'ennesimo stupro, l'ennesima brutale violenza nei confronti di una donna indifesa. Questa volta la vittima è una ventiquattrenne di Bergamo, che ricoverata in ospedale dopo lo stupro, ha scoperto di essere incinta di due settimane del suo fidanzato. Questo rende la sua vicenda, se possibile, ancora più drammatica.  Il suo stupratore abitava proprio vicino al luogo dell'aggressione e nei giorni successivi ha continuato la sua vita come nulla fosse, come se non temesse affatto le conseguenza del crimine che aveva commesso, come se quello stupro, che segnerà a vita la sua vittima, fosse soltanto un simpatico diversivo per una serata da chiudere in bellezza. E' stato arrestato, ma come sempre, un giudice di buon cuore l'ha messo agli arresti domiciliari anzichè dov'era giusto che stesse: tra le sbarre. Anzi per la precisione il pm ha chiesto la misura degli arresti domiciliari al gip che l'ha concessa, perchè come ha precisato «Ho soltanto applicato le norme del Codice di procedura penale». Le legge, e soprattutto l'interpretazione che ne danno i giudici, guarda caso, tutela sempre chi commette reato e infligge un ulteriore violenza alla vittima. La rabbia della gente è esplosa inevitabile. Circa duecento persone si sono radunate sotto la casa dell’arrestato, gridando insulti e lanciando bottiglie e fumogeni. Si è detto, a onor di cronaca, che potesse trattarsi anche di molti ultras dell’Atalanta, ai cui ambienti la vittima della violenza sarebbe vicina. Ma non è importante chi fossero, erano comunque cittadini giustamente arrabbiati e il fatto che voglio evidenziare, è che questo sdegno, questa rabbia, queste proteste, sono solo il frutto della mancata giustizia. "Prima giustizia, poi solidarietà" era uno degli striscioni della fiaccolata che si è svolta in serata a Bergamo. Se ci fosse stata giustizia, quell'individuo sarebbe in prigione, e nessuna protesta ci sarebbe stata. Ora ai  carabinieri tocca pure presidiare la sua abitazione per "difenderlo". Come se potessimo sprecare carabinieri a difendere stupratori, mentre ci sono già così poche pattuglie a presidiare le nostre strade. Ma non ci costava meno tenerlo in prigione? I cittadini, in questo caso le donne, ma noi cittadini tutti, non ci sentiamo tutelati da una legge, che sempre, costantemente, tutela prima libertà e diritti dei delinquenti piuttosto che tutelare le vittime. Qualche spirito particolarmente nobile, ora dirà che le carceri son troppo piene, che questi individui devono essere recuperati ecc. Forse non sarò uno spirito nobile ma credo nel potere deterrente della punizione, credo che il recupero possa avvenire solo dopo che si è pagato, per intero, la già scarsa pena che la giustizia italiana infligge (quando la infligge), credo che debbano essere tutelati i cittadini onesti prima che quelli che delinquono. Mi sono davvero stancata di questa giustizia "ingiusta" che punisce le vittime, colpendole nella loro dignità, nella loro già minata sicurezza, nella loro possibilità di rifarsi una vita. I delinquenti devono essere aiutati e reinseriti e chi reinserisce una donna violentata nella vita quotidiana? O pensiamo che sia così facile tornare a camminare per strada dopo che si è subita una violenza simile? Perchè i giudici non pensano a come si debba sentire una donna che può rischiare di incontrare il suo stupratore dietro l'angolo? E' successo moltissime volte che donne stuprate siano state perseguitate dai loro stupratori, liberi per vari sconti di pena, fino ad essere uccise. E' giustizia?

11 commenti:

  1. che storia scoinvolgente e che schifo di giustizia se si può definire tale

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  2. condivido la tua stessa indignazione…ma se non ci difende la giustizia cosa vogliono? dobbiamo difenderci da noi? ormai è diventata una guerra per una donna uscire di casa e siamo completamente lasciate sole!

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  3. Servono leggi nuove che facciano chiarezza nelle teste vuote, le stesse che non hanno accettato la nuova dignità femminile per cui noi ultracinquantenni abbiamo lottato 40 anni fa. Le stesse teste vuote che non si scandalizzano, né tantomeno protestano di fronte all’ultima proposta della Cassazione che auspica PENE ALTERNATIVE PER GLI STUPRATORI DI GRUPPO. Il femminicidio è uno degli aspetti della nuova violenza antidonna. E i maschietti da poco, quelli violenti e troppo spesso assassini, si sentono confortati nel loro turpe operato, dalle pene irrisorie che magistrati incomprensibili comminano loro. Gente da poco che annusa l’aria che tira e non si scorda che: “Dopo il referendum sul divorzio (1974), a dopo la riforma del diritto di famiglia (legge 151/1975), dopo il referendum sull’aborto, davvero molto tempo dopo quindi le dette sentenze, le disposizioni sul delitto d’onore sono state abrogate con la legge n. 442 del 5 agosto 1981″ Ecco, quelli che non si turbano, né si scandalizzano certamente ripristinerebbero l’articolo Codice Penale, art. 587 “Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella” . Amen

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  4. voglia di mare13 gennaio 2013 22:57

    Stupri, violenze, omicidi, mi pare che ma icome oggi le donne siano prese di mira. Temo che ormai siano ritenute cose “che succedono”. Faccio un parallelismo: mio papà faceva l’artigiano in edilizia molti decenni fa, quando le leggi sulla sicurezza del lavoro non esistevano. Quando sentiamo parlare di morti sul lavoro, noi cresciuti a suon di leggi sulla sicurezza ci sdegniamo, lui invece non si scompone, commentando fatalista “si sa che è così, la gente è sempre caduta dai ponteggi”.
    Ed ho paura che rispetto all’uccisione delle donne non ci sia stata una completa evoluzione culturale, resistono sacche di persone che non si sdegnano perché si sa che da sempre gli uomini possono anche reagire così ai rifiuti.

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  5. ci sono violenze come quelle contro i bambini, le donen e gli anziani che sono ripugnanti e non meritano nessuno sconto di pena e soprattutto non devono essere lasciati agli arresti domiciliari è una vergogna!

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  6. Leggo ogni giorno le notizie terribili di violenze e delle morti delle donne per mano di uomini. Nessun alibi alla violenza, nessuna giustificazione: stiamo parlando di malati di mente, di deboli, di criminali. Capisco che è molto complicato per voi donne, soprattutto se “impegnate” e magari vittime di violenza, mettervi in discussione. Ma io, come uomo, respiro da parte delle donne in generale (lo vivo ogni giorno, lo vivono diversi amici, lo leggo su molti forum) un odio, un desiderio di rivalsa, un livore da parte di molte donne nei nostri confronti che mi lascia allibito. E che è parte del problema: non come “giustificazione”, ma se non capiamo TUTTO il problema non ne verremo mai a capo. Gli uomini dopo secoli di soprusi e strapotere pressochè totale nella politica e nella società, hanno perso molte posizioni. Gli uomini sono fragili: e gli omicidi rivelano (in modo quantitatiamente patologico) fragilità che sono di molti, se non di tutti. Dietro alla vioenza psicolOgica di molte donne quasi sempre ci sono padri terribili, quindi, se vogliamo, si torna alle responsabilità del Maschio: spero che tutti questi delinquenti subiscano condanne esemplari a sempiterna memoria, ma spero altresì che nei rapporti tra i sessi si crei un nuovo clima.

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    1. Hai ragione sul clima teso che si respira nei rapporti tra i sessi. Lo si vede anche nei rapporti personali, se sei una donna che ha una certa posizione lavorativa gli uomini si rapportano a te quasi in termini di sfida, di competizione continua, ed è solo sfiancante. Che il cambiamento del ruolo della donna abbia destabilizzato gli uomini è evidente, in che misura questo abbia inciso sull'aumento della violenza non saprei dirlo. Le violenze c'erano anche prima, ad aumentare sono state le denunce, e la possibilità delle donne di rendere pubbliche certe situazioni e ribellarsi, mentre prima doveva subire e stare zitta per tutta la vita.

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  7. E' di oggi la sentenza del tribunale di Firenze al termine del processo che vede accusati 7 giovani di aver violentato in gruppo una ragazza, il 26 luglio del 2008 in un'auto parcheggiata davanti alla Fortezza da Basso di Firenze. Sei condanne a 4 anni e 6 mesi di reclusione e un'assoluzione. Dopo 4 anni di processi, questa sentenza che non restituirà alla vittima ciò che quegli animali le hanno sottratto, almeno riconosce lo stupro di gruppo e lo condanna. Speriamo che sia confermata in appello.

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  8. Ai 6 vigliacchi gli andava tagliato ù pesce, poi messo sulla brace e ben arrosolato, doveva essere dato in pasto ai poveri gattini abbandonati.

    la mia non vuole essere una forma di sadismo, siccome tutti sappiamo come vanno a finire le cose in Italia e qui non è necessario elencarle, allora la miglior cosa è prendere degli immediati provvedimenti, primo perché ciò sarebbe una deterrenza per eventuali altri vigliacchi e due proprio perché il lupo perde il pelo ma non il vizio, allora per far si che questi depravati non ricommettessero in seguito vigliaccate del genere ZACCHETE E VIA.

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  9. Cara Bambina nessuno restituirà mai ad una donna il suo corpo violato, la sua anima straziata, la sua vita distrutta. Nessuna giustizia terrena restituirà pace a chi pace mai più troverà ma MA è giusto che ci sia giustizia terrena, è giusto che la vittima possa sentirsi creduta, tutelata, protetta, anche se questo servirà solo in parte, ma servirà. Sarà un tassello dei tanti che l'aiuteranno a ricostruire la sua vita.

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  10. La mentalità e la cultura sono le stesse che condizionano anche i giudici, quasi sempre maschi. Quel prete che ha scritto poco tempo fa che son le donne a cercarsele non era mica il solo a pensarla così! La sua chiesa era piena di persone che la pensavano come lui e l'hanno appoggiato questa è la verità che tutti quando una donna viene violentata pensano che se l'è cercata. Per noi uomini è come dire che non riusciamo a trattenerci se vediamo una minigonna è insulto pure per un uomo.

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