venerdì 1 febbraio 2013

CARCERI E GIUSTIZIA

Strasburgo condanna l'Italia per violazione dei diritti umani dei detenuti. Ma  l'Italia ha anche il triste primato in Europa del maggior numero di prescrizioni (circa 130mila quest'ultimo anno) e paradossalmente, del più alto numero di condanne della Corte Europea dei diritti dell'uomo per l'irragionevole durata dei processi. Va detto che l'Europa ci condanna anche perchè non proteggiamo le galline ovaiole, limitiamo illecitamente il numero dei giocatori comunitari di pallanuoto, non sanzioniamo le reti da pesca, per l'emergenza rifiuti in Campania, le discariche abusive ecc. e comunque non si fa mai niente di concreto per risolvere questi problemi. Ora nel caso delle carceri, cercano di farci intendere che svuotarle sia l'unica soluzione fattibile ma è solo l'ennesimo tentativo di insabbiare un problema che invece richiede provvedimenti più radicali, a partire da processi e sentenze che non si facciano attendere per 10 anni e passa, da un sistema che assicuri la certezza della pena e la tutela delle vittime e dei loro familiari. Amnistie ed indulti ce ne sono stati in passato e dopo poco tempo le carceri sono tornate piene, quindi sappiamo in partenza che non servono, sono la soluzione più sbrigativa ma anche quella che non risolve il problema alla radice. Che l’amnistia la si voglia per altri motivi è poi evidente,  del resto è un provvedimento che annulla i reati, compresi quelli in essere, e nel gran calderone di chi viene lasciato libero ci finisce poi anche chi non ci dovrebbe finire, insomma "liberi tutti". Sarebbe necessaria invece una  riforma radicale della giustizia. Il problema non si risolve non punendo i recidivi e facendo pagare l'inefficienza dello Stato (ancora una volta) ai cittadini onesti, che non commettono reati e subiscono, invece, indulti e amnistie a ripetizione, che servono semplicemente a svuotare le carceri ma non a rieducare le persone. Non si possono, e non si devono, confondere le disumane condizioni carcerarie dei detenuti con il diritto sacrosanto di chi è vittima della delinquenza di avere giustizia e sentirsi al sicuro. All'incertezza del giudizio oggi si aggiunge l'ncertezza dell'effettiva espiazione della pena grazie ad un sistema che permette sconti  durante e dopo il processo, anche quando si ha una sentenza passata in giudicato. Siamo siamo costretti ogni giorno a vedere a piede libero assassini, stupratori, pedofili e violenti, degli sconti generosi della nostra giustizia usufruiscono anche condannati per reati legati alla criminalità organizzata ed a quelli contro la persona. Questo non è rispetto delle vittime, questa non è giustizia. Ci sono altre soluzioni per migliorare la condizione carceraria e per evitare il sovraffollamento. La popolazione carceraria va ridistribuita, per esempio mandando i tossicodipendenti nelle comunità, accompagnando i clandestini nei loro paesi d’origine, applicando le misure alternative per i reati minori contro il patrimonio, istituendo un organo per il controllo della custodia cautelare. Ci sono (o meglio c'erano) penitenziari modello come il "Daga" in Calabria dove i giovani lavoravano  nelle  serre, in falegnameria e nel laboratorio di ceramica, dove davvero si avviava un percorso lavorativo ed educativo che li portava ad avere una vita diversa. Ed ovviamente questo penitenziario-modello è stato chiuso per carenza di personale e di fondi. Quindi diciamolo che si non si vogliono rieducare le persone ma sono dare un colpo di spugna. Ci sono decine di penitenziari inutilizzati e caserme dismesse che gli stessi detenuti potrebbero recuperare, in quanto quello al lavoro è un diritto-dovere anche per loro.  Non servono a nessuno provvedimenti d'impunità, è invece necessario risolvere per davvero il problema tenendo conto dei carcerati, ma anche di chi lavora nei penitenziari, delle vittime e dei cittadini. Bisogna trovare una soluzione che non offenda le vittime dei reati, che non metta a rischio la sicurezza dei cittadini e che allo stesso tempo tenga conto della dignità dei carcerati. 
So che la questione è delicata e che a parlarne si rischia sempre di offendere la sensibilità dell'uno o dell'altro, questo è ovviamente il mio modestissimo ed ininfluente punto di vista, ma credo che in ogni questione che riguarda la società civile bisogna tener conto di tutti gli attori coinvolti, e per primo è necessario il rispetto delle vittime e dei loro familiari, che sempre pagano il prezzo più alto.
Personalmente mi trovo d'accordo con l'appello lanciato dal sito della fondazione Gianluca Congiusta. http://www.gianlucacongiusta.org/
 
Illustrazione: David Agenjo
"E alle vittime, ai familiari delle vittime, chi ci pensa? Fermo restando la necessità di cercare soluzioni per dare dignità ai carcerati,  sentire dire è invece che adesso ci sarà finalmente attenzione sulle condizioni delle Vittime dei reati contro la Persona nel difficile percorso del “dopo”; l’attenzione verso l’enorme difficoltà a ricominciare una vita che non si è cercata; delegazioni di parlamentari che, come vanno nelle carceri per verificare e denunciare ciò che non va, vanno nelle case di chi dai detenuti è stato colpito per vedere con i propri occhi la dignità calpestata di intere famiglie che si trovano a dover fare i conti con la burocrazia sorda e cieca, l’obitorio in totale solitudine, il funerale, l’incapacità di lavorare, la mancanza di rispetto dentro e fuori i tribunali, degli stessi rei e spesso, troppo spesso, una grande inumana ingiustizia. E l’attenzione verso la sicurezza dei cittadini che Vittime non devono diventarlo mai, tanto meno per un provvedimento di impunità dello Stato."

27 commenti:

  1. ALDOOREFICEBLOG1 febbraio 2013 02:41

    Sono d'accordo avevo fatto un post simile dove ho pubblicato la lettera disperata di una madre molto anziani: "Ora, grazie all' indulto, mio figlio tossicodipendente tornerà libero e ricomincerà le sue terribili violenze contro di me. Come mi difenderò? Chi mi difenderà? Perché un carcere qualsiasi, anche il più invivibile, è più sicuro della mia casa se mio figlio è libero. Tornerà a fare rapine, a picchiarmi, a torturarmi - dice la donna - a devastare la casa giorno e notte, pronto anche ad uccidermi". Questo figlio per la cronata ha tentato di uccidere la madre con un coltello . Non so se ci rendiamo conto di chi viene lasciato libero per strada con provvedimetni di questo genere!

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  2. credo che il problema al sovraffollamento delle carceri (che non sottovaluto) possa essere forse risolto con modalità diverse...amnistie e indulti sembra un pò seguire quella mentalità di cui molti cittadini si sentono distanti,ovvero perchè l’80% dei deputati è favorevole all’indulto mentre il 90% dei cittadini contrario?

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    1. Sono d'accordo sul fatto che il 90% della popolazione italiana non voglia amnistie, indulti, ne altri regali a chi ha commesso reati, spero che la politica prenda atto di questa volontà della maggioranza della popolazione ma sono scettica, perchè in realtà il regalo dell'impunità lo fanno a loro per primi. Non capisco però perchè subiamo sempre passivamente questi provvedimenti senza scendere in piazza e protestare, visto che siamo il 90% e potremmo far sentire la nostra voce....

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  3. Non vedo il mio post lo rimando
    Sono d'accordo avevo fatto un post simile dove ho pubblicato la lettera disperata di una madre molto anziani: "Ora, grazie all' indulto, mio figlio tossicodipendente tornerà libero e ricomincerà le sue terribili violenze contro di me. Come mi difenderò? Chi mi difenderà? Perché un carcere qualsiasi, anche il più invivibile, è più sicuro della mia casa se mio figlio è libero. Tornerà a fare rapine, a picchiarmi, a torturarmi - dice la donna - a devastare la casa giorno e notte, pronto anche ad uccidermi". Questo figlio per la cronata ha tentato di uccidere la madre con un coltello . Non so se ci rendiamo conto di chi viene lasciato libero per strada con provvedimetni di questo genere!

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  4. Mario Cardinali1 febbraio 2013 03:00

    Siamo sicuri che l’indulto o l'amnistia siano la soluzione al problema? Non voglio continuare a criticare l’indulto, l’ho fatto abbastanza nel mio blog. La soluzione è più semplice di quanto si possa pensare: qualche mese fa a Striscia la notizia hanno fatto vedere non so quante decine di carceri da migliaia di posti completamente abbandonati, possibile che nessuno abbia pensato a attivarli?

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  5. L'indulto e l'aministia non sono un mezzo per aiutare i poveri tossicodipendenti (che oltretutto spesso delinquono e sono pericolosi, non sono candidi agnelli mandati al macello); l’indulto è stato pensato e attuato per salvare gli amici degli amici dai vari e gravissimi reati finanziari. Ma c’è un aggravante, e cioè che gli anni di sconto di pena andranno anche a beneficio di ASSASSINI e criminali, e questo è l’altissimo prezzo che dobbiamo pagare per salvare i furbetti del quartierino.

    Esempio paradigmatico, solo uno fra i tanti: l’indulto costituisce un regalino anche per Ruggero Jucker, quel bravo ragazzo che nel 2002 si divertì, senza un motivo apparente, ad uccidere la sua convivente dissezionandole il corpo con 22 coltellate e strappandole il fegato mentre era ancora in vita. Vi rendete conto? Mi auguro di sì, spero davvero che capiate cosa significa fare a pezzi un essere umano, e non si dica che, in fondo, tre anni in meno di pena sono poca cosa. Sareste contenti se qualcuno, che so, facesse a pezzi vostra figlia e avesse un piccolo dono di tre anni in meno di pena con la scusa che, poverini, bisogna fare uscire i drogati delle prigioni per farsi carico dei loro problemi?Per i tossicodipendenti si devono costruire appositi centri di recupero, ma basta falsità, basta fingere che questi provvedimenti sia approvati per far uscire dalle patrie galere i poveri drogati che non hanno fatto niente di male. Non insultate la nostra intelligenza, smettetela.

    Il signor Jucker non è un poveretto emarginato, andato in carcere con il suo fagottello di stracci, ma è molto ricco, in carcere stava bene perché era riverito e rispettato grazie alla sua posizione sociale, ed era stato condannato soltanto a 16 anni a causa dell’abilità dei suoi strapagati avvocati; inoltre ha persino evitato il processo scegliendo il patteggiamento, cosa inaudita in qualsiasi Paese degno di chiamarsi civile. E non è solo questo simpatico ometto ad avere tale beneficio in dono, ma tanti altri come lui, tanti altri assassini, come ben sanno tutti i politici.

    E non mi si venga a raccontare che bisogna perdonare: vorrei vedere a trovarsi al posto dei familiari di tante vittime!!!!

    Non perdonereste proprio nulla e nessuno.

    La mia impressione è che politici e tutti quelli che si riempiono la bocca di questo buonismo ipocrita siano incapaci di farsi carico del vero problema perché non pensate mai alle sofferenze delle vittime di certi disgustosi crimini, non ve ne importa nulla, anzi, meno.

    Pensate solo a Caino, ma di Abele chi se ne occupa? Non vi accorgete del vostro cinismo spacciato per bontà ed interesse verso gli emarginati?


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  6. Ho sentito dire da qualche politico “non tutti quelli che sono in carcere sono delinquenti”.
    Dal De Mauro-Paravia:
    DELINQUENTE=chi commette azioni illecite o criminose.
    Per cui CHIUNQUE è in galera, per il semplice fatto che ci sia E’ UN DELINQUENTE.
    Ma ai cittadini onesti non pensano mica però.
    Mettono fuori i mariuoli e già che ci sono includono i furbetti e lo scambio di voti politico mafioso.
    Sono queste le priorità? Che vergogna.
    Mi spiace dirlo ma siete una delusione.
    Si premia sempre la delinquenza rispetto all’onestà.

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    1. Romolo Tamburri1 febbraio 2013 23:47

      Un indulto per garantire ancora una volta la spudorata casta politicante? Mai! Le carceri sono piene di "poveri cristi", magari condannati per piccoli reati . Che la 'giustizia' sia tale e pertanto leggi severe e applicate solo per i grandi, veri, autentici farabutti.

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  7. Io non credo che il carcere sia il luogo “giusto”. E’ il luogo che permette di allontanare dalla società buona le persone che non sono state “buone”.
    E’ un muro che si alza fra questo e quel mondo.
    Il “fuori” e il “dentro”.
    Gli onesti e i disonesti.
    Questo muro ha delle porte che debbono, a un certo punto, aprirsi per offrire una nuova opportunità, un’occasione per farcela. Si chiama reinserimento e spesso non funziona. E non funziona perchè fuori ci sono persone come voi che non riescono a farsi carico di questa straordinaria opportunità che si chiama amore per la vita, soprattutto per quella degli altri.

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    1. Con tutto il rispetto, cara Romina, qui non si tratta, come tu hai scritto, “di farsi carico dei problemi altrui”.
      Dall’indulto NON E' ESCLUSO L'OMICIDIO, quindi assassini usufruiranno di abbondanti sconti di pena e se ne andranno a spasso. E' già successo con l'indulto precdente. E molti di loro hanno ucciso di nuovo. C’è qualcosa di cui andare fieri? Dobbiamo essere più sereni per questo?
      Dobbiamo sperare che a qualche politico capiti di avere un parente ucciso ferocemente. A quel punto vedremo le reazioni degli onorevoli e gli rideremo in faccia, magari chiedendo una bella amnistia.

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    2. Cara Romina
      mi viene da sorridere: sostieni che i poveri ex-detenuti spesso non riescono a reinserirsi nel consorzio civile a causa di persone come me, che “non amano la vita degli altri”. Perchè a me ti riferivi?

      Evidentemente hai volutamente eluso le precedenti argomentazioni del post di Mony, le mie e degli altri commentatori, che invece dimostrano un amore incondizionato nei confronti delle vittime di atroci crimini.

      Io soffro nel pensare alla povera Alenia, barbaramente trucidata dal fidanzato ricco e viziato Ruggero Jucker; io soffro nel pensare alla madre e al fratellino di Erika. E soffro nel pensare alle molte famiglie straziate da immensi dolori, e che proprio a causa di indulti e varie si sentono solo presi in giro una volta di più.

      Voi no, voi buonisti, un pò ipocriti se permetti, non amate la vita di queste persone. Voi amate la filosofia secondo la quale non bisogna operare una distinzione fra chi è onesto e chi non lo è e la stravagante idea per cui il carcere “non funziona”.

      Bene, allora mettiamo tutti gli assassini in ville con piscina.

      Cerca tu piuttosto, di aprire la tua mente e di amare le vere vittime della malvagità altrui, prova, almeno una volta, ad essere generosa verso chi soffre davvero: le vittime!

      E non fingete di non capire che chi parla come me non ha nulla contro chi commette certi tipi di reati o vive disagi sociali; la gente come me desidera semplicemente la certezza della pena e nessuno sconto per i veri criminali, quelli che tolgono la vita al loro prossimo, vita che non si potrà mai più restituire.

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  8. lhai ragione l'argomento è delicato e suscita sempre un vespario le condizioni dei carcerati son drammatiche ma sarebbe giusto anche capire perchè stanno in carcere e distinguere tra i reati.

    GLi assassini non dovrebbero avere sconti ne indulti ma quando ci sono sti provvedimenti escono pure loro.

    son d'accordo che svuotare i carceri nn sia la soluzione ma piuttosto costruirne nuovi e moderni dove fare lavorare queste persone in modo che escano con un lavoro.

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  9. E’ vero che chi commette reati sulla persona dovrebbe scontare tutta la pena inflittagli, ma vi posso assicurare che all’interno delle carceri vi sono persone sconfitte che piangono pensando al loro futuro che è nelle mani di Dio, alla loro famiglia alla quale non sono stati in grado di assicurare nessuna stabilità e sopratutto ai figli che avrebbero voluto crescere come tutti i padri o le madri del mondo e cioè potendo dare loro quello di cui ognii essere umano avrebbe diritto e cioe una vita dignitosa.
    L’indulto e,o, l’amnistia andrebbe concessa ogni giorno fino a che non si riescono a creare le condizioni affinchè ogni essere umano possa avere un lavoro in modo da poter pensare a una famiglia con cui vivere la propria esistenza DIGNITOSAMENTE.
    E’ facile scagliarsi contro qualcuno e puntare il dito verso di loro quando non si è provata la disperazione interiore di chi si sente inutile, un fallito e pertanto non avere certezza del futuro. Posso garantire a tutti i bravi moralisti che se anche i loro figli non avessero nessun supporto materiale e cioè la certezza di un lavoro che possa dargli stabilità economica e quindi anche mentale, potrebbero esere dei potenziali…delinquenti.
    E aggiungo che fino a che le istituzioni non riescano a garantire la legalità nel loro interno mettendo fine a questo massacro mediatico il cui messaggio e’: “se rubano loro perchè non posso farlo io?” (vedi Fiorito Penati, lusi e compagnia bella) non si ha alcun diritto di essere colui che decide sulla libertà degli altri.

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    1. Ma stiamo scherzando????
      chi vuol vivere la propria esistenza dignitosamente non va a rubare ammazzare stuprare!!!!

      Chi compie reati contro le persone DEVE rimanere in carcere A VITA (altro che amnstia e indulto).

      Chi compie reati contro il patrimonio DEVE rimanere in carcere fino a quando non sarà all’altezza di reintegrare lo status quo ante.

      Guardate quello che sta succedendo nelle amministrazioni regionali e provinciali. Come li vedrei bene i vari Penati, Fiorito e compagnia bella in un metro quadrato per qualche 20/25 anni!

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    2. basta con questi indulti o amnistie, se questi “signori” sono in carcere è perchè non sono certo dei santi. Nessuno pensa che torneranno sicuramente a delinquere? Vogliamo continuare ad essere bersagli di questa gente?

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    3. Giancarlo, mi permetto di dire che qui si sta parlando di coniugare diritto ad una vita dignitosa dei carcerati con il diritto alla giustizia dovuto alle vittime e alle loro famiglie e il diritto alla sicurezza dei cittadini, cioè di tutti noi. Un diritto non può escludere l'altro, almeno non per me.

      E scusami se mi permetto, che i politici rubino lo sappiamo, ma questo non autorizza tutti a rubare e non rende legittimo farlo. I politici che rubano devono essere condannati per i loro reati al pari di chiunque altro.

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    4. Essere accusati di non amare la vita degli altri quando si difendono gli innocenti è un atto compiuto in malafede. Cosa fareste voi se, ad esempio, un Mario Alessi qualsiasi uccidesse il vostro bambino a badilate? Chissà perché sono così maliziosa da pensare che, in questo terribile frangente non alzereste le vostre voci in difesa del delinquente. Vorrei vedervi a dire che Alessi merita, prima o poi ma soprattutto “prima”, di uscire dal carcere se avesse preso a badilate il vostro bambino. Perché non vi indignate?

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  10. scarfone salvatore1 febbraio 2013 10:58

    Dai commenti fatti il vero problema della giustizia in italia è solo uno la certezza della pena.Il soprappolamento delle carceri è risolvibile decentrando semplicemente "i tossici con i tossici,gli extracomunitari che vanno a scontare la pena nei loro paesi,quelli in galera in attesa di giudizio sveltire le procedure ecc ecc"La riforma della giustizia deve essere fatta , io penso che bisogna sveltire le procedure come "io farei un solo grado di giudizio, dopo la prima condanna il condannato comincia a scontare la pena, se gli avvocati ritengono che il loro cliente è innocente devono trovare le prove dell'innocenza produrle davanti a un giudice se questo riterrà valide le prove s'imbastisce un'altro processo se non le ritiene valide rigetta il tutto è il condannato continua la sua pena."quanti soldi risparmiati? quanto tempo risparmiato ? quante celle vuote ecc ecc.Io non parlo da giurista ma da uomo pratico giudicate se una giustizia così concepita può funzionare

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  11. Volevo ringraziare tutti perchè nonostante l'argomento sia delicato e la discussione molto viva, non sta degenerando anzi mi sembra ricca di interessanti spunti di riflessione

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  12. Se l'amnistia viene vista come un gesto di umanità per coloro che hanno sbagliato, io mi chiedo: ma perche' dovrei essere compassionevole verso chi non ha avuto alcuna pietà verso le sue vittime? Calisto Tanzi ora sta male: ma aveva un minimo di pietà umana quando lasciava sul lastrico centinaia di famiglie che gli avevano affidato i risparmi di tutta una vita?

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  13. va Abele e non Caino Caino deve espiare in carcere !!!!!

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  14. Francesco Maria1 febbraio 2013 23:52

    E aumentare le carceri lavoro? per sgravare il costo delle carceri stesse e i costi sociali. Non solo manteniamo i carcerati ma anche le forze dell'ordine che cercano di arginare la delinquenza e i giudici e i costi d'ufficio ecc... Il tutto lo paghiamo noi LAVORANDO come dei carcerati, NOI onesti cittadini. Io dico basta a questi indulti e al sistema permissivo che non punisce, dobbiamo farli lavorare come NOI.

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  15. nessun indulto ai mercanti di morte per droga ed ai ladri impuniti dello stato italiano

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  16. La civilltà? La civiltà non si vede solo ed esclusivamente dentro le carceri, ma anche fuori. Si vede nelle strade percorse da gente che non ha paura. Quella è civiltà.

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  17. Marco Ladispoli2 febbraio 2013 03:56

    La soluzione al problema del sovraffollamento delle carceri NON E’ L’INDULTO!!!
    1 – Sfruttare quelle GIA’ ESISTENTI! Guardate qua:
    Striscia aveva già documentato l’esistenza di molti carceri non utilizzati dal 2006:
    http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2006/01/12/video_2670.shtml?
    adsl
    2 – PREVENZIONE!!! segnalo uno di tanti progetti di educazione
    alla legalità e reinserimento sociale di giovani a rischio. E’ così che si
    svuotano le carceri: dando possibilità di scelta ai giovani che altrimenti
    potrebbero soltanto scegliere la strada del degrado o della delinquenza:
    http://www.iammonline.it
    Per queste cose NON CI SONO SOLDI? Il resto sono CHIACCHIERE!!!
    Ecco l’elenco dei carceri attivati dopo ANNI, solo dopo l’intervento di Striscia la notizia:
    - Capanne (Perugia) – ATTIVATO dopo 10 anni e 100 MILIARDI SPESI
    - Massa Marittima – ATTIVATO dopo anni di abbandono
    - Spinazzola (Bari) – APERTO
    - Pian dell’Abate – ATTIVO
    - Città di Castello (Perugia) – RICONVERTITO a sede della Croce Rossa
    - Busacchi (Oristano) – RICONVERTITO a Centro Sociale
    - Pescia (Pistoia) – ABBANDONATO (ultimato nel 1989, mai utilizzato)
    - Minervino (Bari) – ABBANDONATO (ultimato nel 1996, costato miliardi, mai
    messo in funzione)
    - Volturaa Appula (Foggia) – ABBANDONATO
    - Castelnuovo della Daunia (Foggia) – ABBANDONATO (ultimato nel 1992)
    - Monopoli (Bari) – ABBANDONATO
    - Codigoro (Ferrara) – ABBANDONATO
    - Codogno – ABBANDONATO
    - Mantova – ABBANDONATO
    - Accadia (Foggia) – ABBANDONATO
    MA CHI VOGLIONO PRENDERE IN GIRO?
    Ma credono davvero che abbiamo l’ANELLO AL NASO?

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  18. Concordo. E' davvero una situazione schizofrenica......per mandare in galeera la Franzoni c'è voluta la Cassazione e poco ci mancava che non si riaprisse il processo. Assassini efferati ( minorenni o no ) sono fuori prima che la gente sia cancellata da CRIF (giusto per restare in tema ) e poi si deve lèggere che una grande percentuale di carcerati è gente in attesa di giudizio........ Cioè siamo ancora a quel bellissimo film-denuncia di Alberto Sordi del 1971 ?????? Ed io cittadino dovrei avre fiducia di una giustizia simile ?

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Benvenuto o benvenuta. Ti ringrazio di avermi letto e se vorrai lasciare il tuo commento mi farà piacere....positivo o negativo che sia.