mercoledì 13 febbraio 2013

Flash Mob contro la violenza sulle donne

Il 14 febbraio 2013 un miliardo di donne e uomini di 189 paesi del mondo balleranno insieme per dire basta alla violenza maschile sulle donne, e sono oltre 70 le città italiane che aderiscono alla campagna One billion rising.

ONE BILLION RISING è l’invito ad un’azione globale e nasce dalla volontà di fermare in ogni modo e con ogni mezzo non violento il perpetrarsi della strage in atto nel mondo. Su una popolazione mondiale di circa 7 miliardi di persone, la violenza riguarda il destino di più di un miliardo di donne e ragazze nel mondo.

Ecco le piazze italiane:
ACQUASPARTA (TR): Piazza Federico Cesi
ANCONA: 
Cargo Pier via Sbrozzola, 28 ore 18.30
AOSTA: Piazza Chanoux ore 18.00
ARCO: Piazza III Novembre ore 14.00
AREZZO: Piazza San Francesco ore 9.30
AREZZO: Ipercoop Sette ponti ore 17.00 
ARZANO (NA): Piazza Cimmino
ASCOLI PICENO: Piazza del Popolo ore 18.00

ASOLA (MN): Piazza Ercole ore 16.30
AULLA (MS): Piazza Gramsci ore 14.45 -16.00
AVELLINO: Corso Vittorio Emanuele ore 20.30
AVIGLIANA (TO): La fabbrica, via 4 novembre n.19  ore 18.30
BAGNO A RIPOLI (FI): Società Mutuo Soccorso, via Roma n.124  ore 21.00
BAGGIO (MI): Piazzetta del Murunasc ore 20.00
BARI: Piazza del Ferrarese ore 17.00
BATTIPAGLIA: Piazza Aldo Moro ore 19.00
BENEVENTO: Convitto Nazionale, Piazza Roma ore 17.30
BELLUNO: Piazza Martiri ore 13.00; Centro Commerciale Veneggia/Mega ore 18.00
BERGAMO: Spazio Giovani Edonè, via Gemelli ore 18.00
BIELLA: Fontana Fons Vitae di Viale Matteotti ore 16.00
BOLOGNA: Piazza San Francesco ore 17.00
BRESCIA: Piazza Garibaldi ore 18.00
BRINDISI: Shopping Centre Le Colonne dalle ore 17 alle 20.00
CAGLIARI: Piazzetta San Sepolcro ore 18.30
CALTANISSETTA: Piazza del Comune ore 12.30; Supermercato Carfour via Salvo D'acquisto ore 18.00; Piscina Comunale ore 20.00 
CAMPOBASSO: Palestra Wellness ore 20.30
CANOSA DI PUGLIA: Piazza Vittorio Veneto ore 19.00
CARMAGNOLA (TO): Piazza Sant'Agostino ore 17.30
CASALE MONFERRATO (AL): Piazza Mazzini ore 17.30
CASELLA (GE): Piazza XXV Aprile ore 17.00
CASTELFIORENTINO: davanti al Teatro del Popolo ore 18.30
CASTELLAMARE DI STABIA (NA): Cassa Armonica, corso Principe Umberto ore 16.45
CATANIA: Piazza Currò ore 22.30
CATANIA: Piazza Università ore 11.00
CATANZARO: Parco Commerciale Le Fontane ore 18.30
CERVETERI: Piazza Risorgimento ore 17.00 per info
CESENA: Centro Comm.le Montefiore ore 19.00
CHIAVARI: Piazza Mazzini ore 17.00
CHIUSI: Centro commerciale 'Etrusco'
COMO: Piazza Verdi ore 18.00
CREMONA: Galleria XXV Aprile ore 18.00

CUNEO: Piazza Virginio ore 16.00
DRO: Piazza della Repubblica ore 12.00
FAENZA: Sagrato del Duomo ore 11.00
FERRARA: Piazza del Municipio ore 17.00
FIRENZE: Piazza della Repubblica ore 15.00
FIRENZE: Piazza Santo Spirito ore 19.00

FOGGIA: Isola Pedonale ore 19.00
FORLI': Piazza Saffi ore 16.30

GENOVA: Piazza de Ferrari ore 17.00
IMOLA: Piazza Matteotti ore 18.00
ISPICA: Il Mercato, C.so Umberto ore 17.30
IVREA (TO): Piazza di Città ore 19.00

JESI: Piazza della Repubblica ore 19.00
LA GABELLA (PI): ore 20.30

LABICO (RM): Piazza del Comune ore 19.00
LANUSEI: PalaLixius, dalle ore 16.30
LA SPEZIA: Piazza Mentana ore 17.30
LATINA: Piazza del Popolo ore 18.00
LECCE: Piazza Sant'Oronzo ore 18.00 
LECCO: Piazzetta Centro Meridiana ore 15.30
LEVANTO (SP): Piazza Cavour ore 17.00
LIVORNO: Piazza Attias ore 18.30
LODI: Giardini del Passeggio Piazza Zaninelli (Calicantus caffè) ore 18.00
LUCCA: Piazza Cittadella ore 18.00
LUCERA (FG): Piazza Duomo ore 18.00
MANFREDONIA: Piazza del Popolo ore 19.45
MARTINA FRANCA: Piazza Maria Immacolata ore 18.00
MASSA: Piazza Mercurio ore 17.30
MASSA LOMBARDA (RA): Piazza Matteotti 1 ore 16.30
MESSINA: Piazza del popolo ora Francesco Lo Sardo ore 16.30
MERANO: Partenza da via Cassa di Risparmio ore 16.45.
MERATE: Piazza degli  Eroi ore 17.30
MILANO: Piazza Duomo ore 18.45
MILANO: Borsa Internazionale del Turismo. Padiglione 1. Stand D29 E30 Apt Basilicata

MODENA: Piazza Grande ore 18.00
MODENA: Istituto "Cattaneo-Deledda" via Schiocchi 110 ore 12.00
NAPOLI: Piazza Plebiscito ore 16.00

NAPOLI: Galleria Umberto I ore 16.45
NOVARA: Piazza Puccini ore 18.00
ORISTANO: Piazza Eleonora D'Arborea dalle 17 alle 23
ORVIETO: Torre del Moro ore 17.00 a seguire c/o "La Svolta" Ecosteria ore 19.00

ORTA DI ATELLA (CA) : Via Petrarca ore 11.00 e via Lanzano ore 17.00
OSIMO: Cargo Pier via Sbrozzola, 28 ore 18.30
PADOVA: Piazza dei Signori - ai piedi della Loggia della Gran Guardia - ore 17.30
PAESTUM: Museo Archeologico Nazionale ore 16.00

PALERMO: Mensa Pensionato universitario Viale delle Scienze Edificio 1 ore 13.30
PARMA: Piazza Garibaldi ore 18.00

PAVIA: Piazza della Vittoria ore 18.15
PAVULLO (MO): davanti al Teatro Mac Mazzieri ore 14.30
PERUGIA: Piazza 4 novembre ore 18.00
PESCARA: Piazza Salotto ore 17.30
PESCANTINA (VR): Centro Culturale Tirtha ore 21.00
PIOSSASCO: Piazza XX Settembre ore 19.00
PISA: Piazza Vittorio Emanuele ore 16.00
PISTOIA: Piazza della Sala ore 19.30
PONTEDERA: Palestra Uisp, via Einaudi ore 14.30
;  Piazza del Comune ore 18.00
PORDENONE: Cortile dell'Istituto "Federico Flora" via Galileo Ferraris ore 12.00
PORDENONE: Piazza XX Settembre ore 12.00
PORTICI: Piazza S.Pasquale ore 18.00
POTENZA: Piazza Prefettura ore 19.00
PRATO: Piazza San Francesco ore 17.00
RAVENNA: Piazza del Popolo ore 12.00 + ore 16.30; Centro Commerciale ESP ore 18.00
REGGIO CALABRIA: C.so Garibaldi ore 18.00
REGGIO EMILIA: Piazza Prampolini ore 18.30
RHO: Piazza San Vittore ore 17.30
RIBERA (AG): Piazza Duomo ore 16.00
RIMINI: Centro commerciale LE BEFANE ore 18.00
RIVA DEL GARDA: Piazza Mimosa - Rione 2 Giugno ore 16.00
RIVALTA (TO): Piazza Bionda ore 18.00

ROMA: Libreria Liberi di... Piazza Santa Maria Liberatrice ore 11.30
ROMA: Piazza del Popolo ore 14.30
ROMA: Scalinata Piazza di Spagna ore 16.00
ROMA: Colosseo sotto l'arco di Costantino ore 16.45

ROMA: Ponte Mazzini ore 17.00
ROMA: Piazzale Stazione Tiburtina ore 17.00
ROMA: Casa Internazionale delle donne dalle ore 18.30

ROMA: Centro Commerciale Casetta Mattei, Via dei Sempieri 92 ore 18.00
ROMA: Piazza dell'Immacolata ore 19.00
ROMA: Casa delle donne Lucha y siesta, via lucio sestio 10, ore 17.00
ROMA: Scuola Secondaria di Primo Grado "T.Buazzelli" via Buazzelli 120, ore 12.00

ROVERETO: Liceo A. Rosmini, Corso Bettini 86, ore 10.20; ingresso Museo MART ore 13.00
SALERNO: Piazza della Ferrovia ore 17.00
SAN BENEDETTO DEL TRONTO: Piazza Bambini del mondo ore 13.00
SAN MARCO IN LAMIS: Piazza Madonna Delle Grazie ore 17.30
SAN MINIATO (PI): Piazza del Bastione ore 21.00
SAN PANCRAZIO SALENTINO (BR):
SAN PAOLO (BS): Piazza Aldo Moro ore 16.00
SAN VALENTINO - SORANO (GR): Piazza ore 15.00
SARNANO (MC): Loggiato via Roma ore 15.30
SARTEANO (SIENA): Piazza 24 giugno ore 14.15
SASSARI: Piazza d'Italia ore 15.00; Piazza Moretti ore 16.00; Piazza d'Italia ore 19.00
SCHIO (VI): Piazzetta Garibaldi ore 18.00
SCIACCA (AG): Piazza Scandaliato ore 18.00
SIENA: Piazza Salimbeni ore 14,30
SIRACUSA: Piazza Duomo ore
SONDRIO: Piazza Campello ore 17.30
STEZZANO (BG): Centro commerciale "Le Torri", via Guazzanica 64 ore 19.00

TARANTO: Piazza della Vittoria ore 17.00
TERAMO: Piazza Martiri della Libertà ore 17.30
TORINO: Piazza Castello ore 19.00
TORRE DEL GRECO: Via San Noto ore 16.00
TORRE PELICE (TO):
TORTONA (AL): Piazza ore 16.00
TORTORA (CS): Corso Aldo Moro ore 18.30
TRAPANI: Villa Margherita ore 16.00
TRENTO: Dip.Università ore 14.00; Piazza Duomo/via Belenzani ore 17.00-18.00; Passaggio Teatro Osele ore 19.00
TRIESTE: Piazza Unità d'Italia ore 18.00
UDINE: Piazza Libertà ore 18.00 ; Loggia del Lionello ore 18.00
URBINO: Piazza della Repubblica ore 19.00
VARESE: Piazza Podestà ore 18.30
VENEZIA: Campo San Geremia ore 17.00
VENTIMIGLIA: Piazzale Belvedere Resentello ore 17.00
VERBANIA: Piazza Ranzoni a Intra ore 17.00
VERCELLI: Piazza Cavour ore 17.30
VERONA: Piazza Bra ore 16.30
VIAREGGIO: Piazza Mazzini ore 17.30

VILLAFRANCA TIRRENA (ME): Centro diurno ore 15.30 -17.00; Piazza Quasimodo ore 18.00
VITERBO: Piazza del Sacrario ore 15.00
ZOLA PREDOSA (BO): Piazzetta della fontana ore 19.00

martedì 12 febbraio 2013

ERO FELICE

Ero felice,
lo sono stata molto,
ma non me ne rendevo conto.
Non ci si accorge mai di essere felici
nel momento in cui lo siamo,
finchè quella felicità non diventa un
ricordo e allora ci struggiamo di nostalgia  e viviamo
nell'attesa che ritornino quei momenti.
Ci accorgiamo della felicità
solamente quando è perduta
e  la guardiamo da fuori come spettatori.
Con te è diverso,
so di essere felice,
riesco a toccarla questa felicità,
riesco a vederla, a stringerla tra le mie mani,
riesco a respirarla questa felicità
con te...


Per R.
La bambina col cappotto azzurro-cielo
La bambina col cappotto azzurro- cielo@copyright


domenica 10 febbraio 2013

UNA STORIA CHE NESSUNO CONOSCE

Per comprendere la tragedia degli Italiani della Giornata del Ricordo, commemorazione delle vittime delle foibe
Venezia Giulia e della Dalmazia che hanno vissuto i massacri delle foibe perpetrati durante e dopo la seconda guerra mondiale,
    
è indispensabile pensare alle cose che ognuno di noi reputa importanti: la famiglia, gli amici, la casa, i beni, i ricordi, le  proprie radici legate a suoni, sapori, odori della terra in cui si è cresciuti e al legame inscindibile con i propri morti. I 350.000 italiani costretti a fuggire dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia hanno dovuto lasciare tutto questo. Hanno perso familiari, amici e conoscenti, le loro case e proprietà sono state confiscate e mai indennizzate.Sono dovuti partire con una valigia, la loro vita in una sola valigia, e mai più  hanno potuto tornare alle loro case.  Anche quando, in anni recenti, hanno potuto rivedere la loro terra, hanno potuto farlo solo da turisti, da stranieri in casa loro.

Accusati di essere criminali italiani, nemici del popolo, migliaia di loro sono stati massacrati senza pietà, vittime di una furia omicida alimentata da un nazionalismo esasperato. Costretti a optare tra rimanere italiani e andarsene, oppure divenire jugoslavi pur di rimanere sulla propria terra, la maggior parte di loro ha scelto la via dell’esilio rimanere italiano, scelta che venne accolta in Italia con l’ostilità e il fastidio che si prova per gli indesiderati.
La propaganda comunista, l’indifferenza e la disinformazione li fecero apparire all’opinione pubblica come criminali, reazionari e fascisti. Sostenere che in una terra di frontiera, disomogenea e pervasa, per secoli, da passioni contrastanti tra etnie diverse, gli istriani fossero tutti vocati al fascismo è evidentemente illogico rappresenta semplicemente una delle tante menzogne raccontate su un popolo  che, nonostante le profonde ingiustizie e atrocità subite, non ha mai, in alcun momento, fatto ricorso all’uso della violenza e al terrorismo. Un esempio dal quale, anche quei popoli che rivendicano oggi il diritto di avere una propria terra, dovrebbero trarre insegnamento. 

La memoria dei martiri delle foibe è stata sepolta ed infangata per decenni. Dopo una spietata "pulizia etnica", gli esuli hanno dovuto subire infatti anche una pulizia storiografica e la loro tragedia è stata dimenticata. Con il loro sacrificio ed i loro beni, gli esuli hanno pagato una consistente parte del "debito di guerra"  per la sconfitta dell’Italia.  La loro tragedia, sepolta per oltre cinquant’anni, con colpevoli lacune e disarmanti silenzi, è stata frutto di una epurazione tanto vergognosa quanto "necessaria" per non dover riconoscere ed ammettere anche gli  innumerevoli errori compiuti in nome della Resistenza. 
 Ricordare gli italiani uccisi nelle foibe dai comunisti di Tito è un atto di giustizia dovuto, perché la mancanza di verità storica costituisce un oltraggio alla memoria delle  vittime ed insieme alla nostra coscienza.
Le motivazioni che hanno portato all’ "Olocausto" e alla "pulizia etnica"sono profondamente diverse così come lo sono le loro dimensioni. I nazisti eliminarono gli ebrei e gli zingari, gli omosessuali e i portatori di handicap per ragioni "razziali", una sorta di "pulizia biologica"; i titini eliminavano gli italiani per balcanizzare il territorio e "bonificare" l’Istria, Fiume e la Dalmazia dalla presenza millenaria del ceppo latino-veneto.
La "pulizia etnica" posta in atto contro gli italiani è sempre stata considerata una tragedia minore, un fenomeno reattivo, una conseguenza dei torti subiti durante il fascismo, che costituirono sicuramente un ottimo pretesto, servito su un piatto d’argento, al nazionalismo di Tito, ma non certo la causa primaria. Quei tragici avvenimenti furono infatti il frutto di un disegno politico scientemente preparato e cinicamente eseguito.

La tragedia istriana, giuliano dalmata è stata per decenni omessa da tutti i testi scolastici ed è solo da dopo il dibattito sulla faziosità dei libri di testo, che in alcune edizioni viene riportata qualche informazione a riguardo, anche se spesso, purtroppo, ancora in forma superficiale e didascalica. Ma in merito al genocidio titino, non c’è mai stata alcuna presa di posizione ufficiale di condanna da parte dei governi balcanici:  la Jugoslavia prima, la Croazia e la Slovenia poi, oltre a non aver mai espresso le loro "scuse ufficiali" ai familiari delle vittime, non hanno  collaborato ad aprire, agli storici di tutto il mondo, i loro archivi di stato.Anche sul piano giudiziario, mentre molti gerarchi nazisti sono stati processati a Norimberga nessun criminale titino ha invece scontato un solo giorno di carcere, a cominciare proprio dal loro leader, inspiegabilmente a lungo stimato e riverito da molti capi di stato. Ai criminali di guerra slavi l’Italia ha addirittura concesso e sta ancora versando la pensione INPS, che non ha mai invece riconosciuto ad alcuno degli internati nei lager titini.

10 FEBBRAIO GIORNATA DEL RICORDO

venerdì 8 febbraio 2013

L'AMORE E' QUEL LUOGO DELL'ANIMA

L'amore è quel luogo dell'anima 
dove mi sento al sicuro...
come quando da bambina 
mi rifugiavo sotto le coperte 
per proteggermi da mostri e fantasmi 
e mi sentivo al sicuro convinta che nessuno, 
nessuna forza del male 
potesse scovarmi là sotto.
E ogni tanto accendevo la luce, 
facevo scappare via le ombre,
davo un’occhiata timorosa in giro,
poi richiudevo gli occhi. 
Ecco l'amore mi fa sentire al caldo,
protetta, avvolta in un abbraccio
che non mi lascia mai sola.
E se accendo la luce, le ombre scappano, 
ma tu rimani.

Per R. 

La bambina col cappotto azzurro- cielo
La bambina col cappotto azzurro- cielo@copyright 

giovedì 7 febbraio 2013

Il mio destino è vivere balenando in burrasca....

Non so dove i gabbiani
abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.


Vincenzo Cardarelli

mercoledì 6 febbraio 2013

FABRIZIO ADORNATO E GLI ALTRI: STORIE DI PADRI PRIVATI DEI FIGLI


Da 69 giorni il maresciallo Fabrizio Adornato si nutre  soltanto con bevande energetiche, quel poco che basta per stare in piedi. Ha perso quattordici chili, le forze sono allo stremo. Il 29 dicembre, dopo l'ennesimo Natale lontano dalla figlia, si è accasciato a terra davanti al Tribunale  di Genova ed è stato portato in ospedale. Ma non ha mollato e continua a lottare. Certo non è Pannella e i suoi scioperi della fame e le sue proteste non sono seguiti con lo stesso clamore mediatico. Ma lui imperterrito ogni mattina è davanti al Tribunale per far sentire la sua voce e rivendicare il diritto di essere genitore. A causa di una lunga e conflittuale separazione dalla ex moglie, non riesce a vedere quando dovrebbe e quanto vorrebbe, la figlia ormai quattordicenne. Il Tribunale aveva deciso che poteva vederla 15 giorni al mese in realtà negli ultimi due anni l'ha vista a malapena sei volte. La  sua prima protesta risale a circa due anni fa quando per 33 giorni fece uno sciopero della fame davanti al Quirinale, poi interrotto. Accanto a lui l’associazione Papà separati Liguria (http://www.papaseparatiliguria.it) ed il sostegno di tante persone  che quotidianamente dimostrano solidarietà e partecipazione alla sua vicenda. 

La Corte Europea dei diritti umani, si è espressa proprio recentemente, bacchettando il sistema giudiziario italiano  perché non trova una modalità efficiente per garantire ai bambini il diritto di vedere entrambi i genitori. Senza mettere in campo misure tempestive, hanno scritto i giudici europei, si rischia di rovinare per sempre la relazione tra genitori e figli. È accaduto anche ad Adornato, che per questo ha aderito al ricorso collettivo di un centinaio di padri italiani proprio alla Corte di Strasburgo, promosso dall'associazione Adiantum. Ci si dimentica troppo spesso quanto sia importante per un figlio poter godere di entrambi i genitori, se ha la fortuna di averli. Sembra una cosa ovvia, ma non lo è per la giustizia italiana. Fabrizio come tanti altri padri è oggi costretto ad estenuanti battaglie nelle aule di tribunali, a scendere in piazza con un megafono, a fare uno sciopero della fame, a rischiare una denuncia per diserzione, per rivendicare il diritto di essere padre, che poi è soprattutto il diritto di sua figlia a non essere orfana di un genitore vivo. 

Adornato è ridotto sul lastrico: ogni mese deve versare 440 euro alla madre della ragazzina (nonostante abbia ottenuto l'affido condiviso e dunque la possibilità di mantenere la figlia direttamente), ha dovuto lasciare la casa alla ex moglie e affittare un appartamento, ed in  questi giorni l'Enel gli ha staccato la fornitura di energia elettrica. Il suo caso è solo uno dei tanti che coinvolgono padri separati, ex mariti ridotti al ruolo di bancomat ed estromessi dalla vita e dall'educazione dei propri figli, di cui avevo già parlato nel post Papà separati i nuovi poveriMa le madri, in quale misura contribuiscono al mantenimento dei figli ?  Questo mi porta ad un altra storia, quella di Luca Cervino (http://www.lucacervino.it) e alla sentenza di separazione del Tribunale di Torino oggetto della sua protesta. Quando i figli vivono con la madre, al padre tocca mantenere entrambi, spesso riducendosi a vivere per strada. Ma quando i figli vengono affidati al padre che succede? A rigor di logica dovrebbe essere anche la madre a mantenerli…ma logica non c’è. Quando i figli vivono con i padri  invece  il genitore non coabitante (cioè la madre) è sollevato da qualunque onere contributivo verso figli ed il genitore coabitante (padre) tenuto al totale mantenimento dei  figli e anche al mantenimento del genitore non coabitante (madre). Per un verso i giudici e le sentenze, ci raccontano che il denaro versato dai padri alle madri per i figli, è in relazione alla residenza degli stessi presso la madre. Quando la residenza è presso il padre però la madre viene  esonerata da qualunque onere. Quando la Corte di Cassazione dice "il genitore non coabitante è comunque tenuto al mantenimento dei figli" afferma che, anche attraverso l'impegno economico, si manifesta il ruolo genitoriale. Però questo vale solo quando il genitore non coabitante è il padre?  Ciò dimostra che la direzione del flusso di denaro, almeno nei fatti e per consuetudine, non è in relazione alla collocazione dei figli, ma deve muovere sempre e comunque dall'uomo verso la donna. Ma la legge non dovrebbe tutelare in primis i figli? E privare un figlio di un genitore è tutelarlo?  

 Queste sentenze mi lasciano senza parole, ma più di tutto sono queste madri a lasciarmi senza parole... Questo è il mio modesto parere, di donna che ha sempre combattuto per lavorare e si è sempre guadagnata da vivere da sola nella convinzione che sentimenti e portafoglio devono restare rigorosamente divisi, e che una donna debba avere la dignità di essere autonoma. Queste ex mogli avvelenate e succhiasangue, dovrebbero piantarla di perseguitare gli ex mariti liberandosi di questa truffa morale, nella quale troppo spesso sguazzano felici facendo (talvolta) le finte vittime.  Se non vi foste sposate care signore, chi vi avrebbe mantenuto? O vi siete sposate pensando in una rendita a vita, anche dopo la fine dell'idillio? A queste donne dico: basta piangersi sempre addosso, contente però di ricevere sempre “il fico in bocca”! Un conto è il dovere legittimo dei genitori (entrambi) di mantenere i figli, un conto è la vostra pretesa illegittima di farsi mantenere a vita dall'ex marito!

martedì 5 febbraio 2013

Siediti al sole....



Siediti al sole.
Abdica
e sii re di te stesso.


Fernando Pessoa


 

Facevo dei pensieri su di lui...

Per augurarvi una dolce notte...una frase dal mio film preferito....I ponti di Madison County....
Ogni volta che rivedo questo film spero che lei possa avere il coraggio di aprire quella portiera e correre da lui; anche se so che mai lo farà. Eppure conto i secondi che passano, mentre la pioggia scorre sui finestrini e sul viso di lei mescolandosi alle lacrime, e le sussuro: apri la portiera e scendi...ma lei non lo fa mai. Forse gli amori più grandi sono quelli incompiuti ....

Facevo dei pensieri su di lui 
che non riuscivo a controllare e lui li seguiva tutti,
qualunque cosa provassi, 
qualunque cosa volessi, lui mi seguiva,
e in quel momento 
tutte le cose che avevo saputo di me stessa fino ad allora, 
sparirono!
Mi comportavo come un'altra donna, 
eppure non ero mai stata così me stessa prima di allora…

lunedì 4 febbraio 2013

NON SMETTERE DI CERCARSI....


Non poter stare insieme a te, 
non poter stare nemmeno senza di te.
Non poter stare vicini 
ma nemmeno distanti.
Sentire che manchi dentro, 
sentire che ci sei, dappertutto. 
La tua presenza e la tua assenza, 
nello stesso istante.
Forse è amore anche questo.
Questo perdersi.
Questo non smettere di cercarsi.

La bambina col cappotto azzurro-cielo
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Nel momento in cui tutto sembra perduto....

Buon inizio di settimana a tutti....

"Ma a volte, 
proprio nel momento in cui tutto ci sembra perduto, 
giunge il messaggio che ci può salvare:
 abbiamo bussato a porte che davano sul nulla, 
e nella sola in cui si può entrare e che avremmo cercato invano cent’anni, urtiamo inavvertitamente. 
Ed essa, s’apre"

Marcel Proust

domenica 3 febbraio 2013

L'AMORE E' UNA SCELTA

Illustrazione: Denis-Nunez Rodriguez
Voglio che tu ti senta libero.   
Libero di andare e tornare da me. 
Libero di fare le cose che vuoi fare.
Per questo non ti direi mai
non andare, non fare.
Voglio che tu vada e faccia
e torni da me con la voglia 
di raccontare.

L'amore non deve essere 
una gabbia      
neppure una gabbia dorata
ma una scelta di libertà che rinnoviamo ogni giorno.

Scelgo di essere tua ogni mattina…
apro gli occhi e sei 
il mio primo pensiero       
in quel momento scelgo di essere tua.
Scelgo.

La bambina col cappotto azzurro-cielo
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sabato 2 febbraio 2013

Come un pesce rosso in una boccia.....

Vi auguro buon week end con una citazione da uno dei miei romanzi preferiti...

A quanto pare, ogni tanto gli adulti si prendono una pausa per sedersi a contemplare il disastro della loro vita. Allora si lamentano senza capire e, come mosche che sbattono sempre contro lo stesso vetro, si agitano, soffrono, deperiscono, si deprimono e si chiedono quale meccanismo li abbia portati dove non volevano andare.

Per i più intelligenti diventa perfino una religione: ah, spregevole vacuità dell'esistenza borghese! Alcuni cinici di questo tipo cenano alla tavola di papà: “Cosa ne è stato dei nostri sogni di gioventù?” si domandano con aria disincantata e soddisfatta. “Sono volati via, e la vita è proprio bastarda”.

Non sopporto questa finta lucidità dell'età matura. La verità è che sono come tutti gli altri, ragazzini che non capiscono cosa sia successo e che giocano a fare i duri mentre avrebbero voglia di piangere.

Eppure non è così difficile da capire.

Il problema è che i bambini credono ai discorsi dei grandi e, una volta grandi, si vendicano ingannando a loro volta i figli. “La vita ha un senso e sono gli adulti a custodirlo” è la bugia universale cui tutti sono costretti a credere. Da adulti, quando capiamo che non è vero, ormai è troppo tardi. Il mistero rimane, e tutta l'energia disponibile è andata da tempo sprecata in stupide attività. Non resta che cercare di anestetizzarsi, nascondendo il fatto che non riusciamo a dare un senso alla nostra vita e ingannando i nostri figli per cercare di convincere meglio noi stessi.

La mia famiglia frequenta tutte le persone che hanno seguito lo stesso percorso: una gioventù passata a cercare di mettere a frutto la propria intelligenza, a spremere come un limone i propri studi e ad assicurarsi una posizione al vertice, e poi tutta una vita a chiedersi sbalorditi perché tali speranze siano sfociate in un'esistenza così vana.

La gente crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce rosso in una boccia.

Mi chiedo se non sarebbe più semplice insegnare fin da subito ai bambini che la vita è assurda. Questo toglierebbe all'infanzia alcuni momenti felici, ma farebbe guadagnare un bel po' di tempo all'adulto – senza contare che si eviterebbe almeno un trauma, quello della boccia.

Illustrazione: Ruel Pascual
da L’eleganza del riccio 
di Muriel Barbery

“We're just two lost souls swimming in a fish bowl, year after year,
Running over the same old ground. 
What have you found? The same old fears.”

Cosi cantavano i Pink Floyd. Chissà se anche io mi ritrovo sempre a fare i conti con le mie stesse paure. click and listen.....WISH YOU WERE HERE Pink Floyd

venerdì 1 febbraio 2013

CARCERI E GIUSTIZIA

Strasburgo condanna l'Italia per violazione dei diritti umani dei detenuti. Ma  l'Italia ha anche il triste primato in Europa del maggior numero di prescrizioni (circa 130mila quest'ultimo anno) e paradossalmente, del più alto numero di condanne della Corte Europea dei diritti dell'uomo per l'irragionevole durata dei processi. Va detto che l'Europa ci condanna anche perchè non proteggiamo le galline ovaiole, limitiamo illecitamente il numero dei giocatori comunitari di pallanuoto, non sanzioniamo le reti da pesca, per l'emergenza rifiuti in Campania, le discariche abusive ecc. e comunque non si fa mai niente di concreto per risolvere questi problemi. Ora nel caso delle carceri, cercano di farci intendere che svuotarle sia l'unica soluzione fattibile ma è solo l'ennesimo tentativo di insabbiare un problema che invece richiede provvedimenti più radicali, a partire da processi e sentenze che non si facciano attendere per 10 anni e passa, da un sistema che assicuri la certezza della pena e la tutela delle vittime e dei loro familiari. Amnistie ed indulti ce ne sono stati in passato e dopo poco tempo le carceri sono tornate piene, quindi sappiamo in partenza che non servono, sono la soluzione più sbrigativa ma anche quella che non risolve il problema alla radice. Che l’amnistia la si voglia per altri motivi è poi evidente,  del resto è un provvedimento che annulla i reati, compresi quelli in essere, e nel gran calderone di chi viene lasciato libero ci finisce poi anche chi non ci dovrebbe finire, insomma "liberi tutti". Sarebbe necessaria invece una  riforma radicale della giustizia. Il problema non si risolve non punendo i recidivi e facendo pagare l'inefficienza dello Stato (ancora una volta) ai cittadini onesti, che non commettono reati e subiscono, invece, indulti e amnistie a ripetizione, che servono semplicemente a svuotare le carceri ma non a rieducare le persone. Non si possono, e non si devono, confondere le disumane condizioni carcerarie dei detenuti con il diritto sacrosanto di chi è vittima della delinquenza di avere giustizia e sentirsi al sicuro. All'incertezza del giudizio oggi si aggiunge l'ncertezza dell'effettiva espiazione della pena grazie ad un sistema che permette sconti  durante e dopo il processo, anche quando si ha una sentenza passata in giudicato. Siamo siamo costretti ogni giorno a vedere a piede libero assassini, stupratori, pedofili e violenti, degli sconti generosi della nostra giustizia usufruiscono anche condannati per reati legati alla criminalità organizzata ed a quelli contro la persona. Questo non è rispetto delle vittime, questa non è giustizia. Ci sono altre soluzioni per migliorare la condizione carceraria e per evitare il sovraffollamento. La popolazione carceraria va ridistribuita, per esempio mandando i tossicodipendenti nelle comunità, accompagnando i clandestini nei loro paesi d’origine, applicando le misure alternative per i reati minori contro il patrimonio, istituendo un organo per il controllo della custodia cautelare. Ci sono (o meglio c'erano) penitenziari modello come il "Daga" in Calabria dove i giovani lavoravano  nelle  serre, in falegnameria e nel laboratorio di ceramica, dove davvero si avviava un percorso lavorativo ed educativo che li portava ad avere una vita diversa. Ed ovviamente questo penitenziario-modello è stato chiuso per carenza di personale e di fondi. Quindi diciamolo che si non si vogliono rieducare le persone ma sono dare un colpo di spugna. Ci sono decine di penitenziari inutilizzati e caserme dismesse che gli stessi detenuti potrebbero recuperare, in quanto quello al lavoro è un diritto-dovere anche per loro.  Non servono a nessuno provvedimenti d'impunità, è invece necessario risolvere per davvero il problema tenendo conto dei carcerati, ma anche di chi lavora nei penitenziari, delle vittime e dei cittadini. Bisogna trovare una soluzione che non offenda le vittime dei reati, che non metta a rischio la sicurezza dei cittadini e che allo stesso tempo tenga conto della dignità dei carcerati. 
So che la questione è delicata e che a parlarne si rischia sempre di offendere la sensibilità dell'uno o dell'altro, questo è ovviamente il mio modestissimo ed ininfluente punto di vista, ma credo che in ogni questione che riguarda la società civile bisogna tener conto di tutti gli attori coinvolti, e per primo è necessario il rispetto delle vittime e dei loro familiari, che sempre pagano il prezzo più alto.
Personalmente mi trovo d'accordo con l'appello lanciato dal sito della fondazione Gianluca Congiusta. http://www.gianlucacongiusta.org/
 
Illustrazione: David Agenjo
"E alle vittime, ai familiari delle vittime, chi ci pensa? Fermo restando la necessità di cercare soluzioni per dare dignità ai carcerati,  sentire dire è invece che adesso ci sarà finalmente attenzione sulle condizioni delle Vittime dei reati contro la Persona nel difficile percorso del “dopo”; l’attenzione verso l’enorme difficoltà a ricominciare una vita che non si è cercata; delegazioni di parlamentari che, come vanno nelle carceri per verificare e denunciare ciò che non va, vanno nelle case di chi dai detenuti è stato colpito per vedere con i propri occhi la dignità calpestata di intere famiglie che si trovano a dover fare i conti con la burocrazia sorda e cieca, l’obitorio in totale solitudine, il funerale, l’incapacità di lavorare, la mancanza di rispetto dentro e fuori i tribunali, degli stessi rei e spesso, troppo spesso, una grande inumana ingiustizia. E l’attenzione verso la sicurezza dei cittadini che Vittime non devono diventarlo mai, tanto meno per un provvedimento di impunità dello Stato."