venerdì 20 settembre 2013

NINA PANNA E FRAGOLE

Illustrazione:Lauri Blank

Nina profumava di panna e fragole e  aveva i colori dell’estate: il giallo caldo del sole tra i capelli, l’azzurro limpido del mare nello sguardo, pelle dorata sottile come la sabbia più fine che scivola sotto i polpastrelli e riflessi di sale sulle labbra rosa corallo. 
Nina emanava luce, era radiosa come la speranza, fresca come la gioventù e dolce come l’ingenuità, la sua voce era come un tintinnio gioioso che ti metteva subito a tuo agio. 
Il suo corpo vibrava come uno strumento perfettamente accordato, non importa quali mani fossero a suonarlo, né quale fosse la melodia. Era sempre una musica perdersi in lei, scivolare lentamente su quel corpo caldo come velluto e morbido come seta, disegnando sentieri di terra e sabbia, strade conosciute che dal seno scendevano a valle fino al suo fiore accogliente. Lì potevano trovare ristoro le anime inquiete dei suoi  amanti bevendo quel suo nettare dolcissimo che placava ogni sete e tormento. 
Nina aveva molti amanti, così tanti che dopo un po’ aveva smesso di tenere il conto, ma non aveva nessun amore. Non si ricordava da quanto tempo un bacio non le facesse tremare le gambe e sciogliere il cuore. Il sesso era  un’altra cosa: era un’esigenza del suo corpo così giovane e inquieto, una frenesia animale che non dava pace all'anima, la voglia di darsi, perdersi tra braccia forti di sconosciuti, volti ansimanti che si muovevano prepotenti sopra di lei prendendo ciò che volevano. Lei gli diceva che potevano comprare il suo tempo ma non la sua anima, quella era un regalo, un dono generoso e inatteso che offriva ogni volta, assieme al suo corpo morbido e invitante. 
Fare l’amore era il suo modo di vivere e non ne conosceva altro. Anche se non c’era più un amore nella sua vita, dentro di sé aveva così tanta passione da farle male, proprio un dolore fisico, come se stesse per scoppiarle il cuore. Così viveva distribuendo anima e corpo senza  lesinare, regalando passione, sorrisi e serenità, risvegliando addormentati dalla noia, solleticando fantasie dimenticate ed inventandone ogni volta di nuove.  Non importa chi il destino le portava nel letto,  ogni volta per lei era un incontro unico: l’inizio e la fine di un amore. 
Nina aveva imparato a conoscere gli uomini e sapeva quel che volevano. Ogni uomo cerca una donna che lo ascolti per sentirsi di nuovo bambino, un’amante disponibile per sentirsi ancora maschio e  vivo tra braccia calde e cosce accoglienti, per aver qualcosa da raccontare, qualcosa di bello da ricordare quando domani tornerà a chiudersi tra quattro pareti di uno squallido ufficio in una vita che non gli piace e con una moglie che neppure lo guarda.
Così Nina ogni volta era amante, mamma, puttana, amica e complice. Ogni  volta era tutto ciò che loro volevano,  il suo corpo era come una dispensa piena di dolci per un affamato, invitava a prendere e prendere e lasciare solo le briciole. E  Nina era sempre dolce e disponibile, non si tirava  mai indietro, e se diceva no lo faceva sottovoce ed era un invito a tuffarsi ancora in quel mare di golosità.
Qualcuno diceva che Nina fosse pazza, la gente non si spiegava  il suo strano modo di vivere: perché non si sposava e non si metteva a far figli come tutte quante? Perché se ne andava in giro  con quell’ aria trasognata senza degnare di uno sguardo chi le passava accanto, come fossero tutti   trasparenti? E perché, dicevano i vicini, danzava per casa ogni notte da  sola, sulle note di una musica che nessuno conosceva? 
Ma Nina non era pazza. Lei sapeva che quelle storie non erano amore vero. Amare  è un’esperienza che a pochi è concessa ma lei era un’eletta. Essere amati può capitare nella vita, è una fortuna che il destino riserva a molti, ma  il vero privilegio è saper amare.  Tutti chiedono,  pretendono, vogliono,  prendono ma in pochi sanno dare. Lei non chiedeva altro che qualcuno a cui dare.
Nina aveva conosciuto  la bellezza e i tormenti di chi sa amare con cuore  sincero e viveva solo per amare ancora. Sapeva che sarebbe successo, se avesse avuto la pazienza e la forza di aspettare e tutto avrebbe avuto un senso nella sua vita. Fino allora, non avrebbe avuto importanza quanti uomini passavano nel suo letto o se la gente la considerava pazza. Fino allora avrebbe continuato a danzare, giocare, godere e vivere nell'unico  modo in cui era capace: regalando anima e corpo a chi incontrava sulla via. 

La bambina col cappotto azzurro-cielo
La bambina col cappotto azzurro- cielo@copyright
     

11 commenti:

  1. Non ti conosco e non so chi realmente tu sia, una cosa è certa, l’amore si nasconde dietro ogni cosa ma… è difficile da individuare anche perchè siamo noi a non vederlo,forse per il cuore troppo pieno di tristezza, rancore e rabbia per il troppo soffrire. Ma certamente un giorno verrà e bussera al ns cuore…..sperando non sia troppo tardi….
    Un sorriso per te Massy

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  2. Un bellissimo racconto. Un bellissimo racconto davvero, con parole soffici e sincere. Mi sembrava di vedere un film di Fellini. E’ sempre un piacere rileggerti

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    1. sono d'accordo Antonio felliniano e forse un pò deandrettiano mi ricorda molto l'atmosfera e l'armonia di Bocca di rosa ...è molto bello delicato ma sincero nella sua realtà

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  3. Ciao Mony, quando entro in internet per prima cosa vedo se hai scritto qualcosa di nuovo nel tuo blog, molto piacevole leggerti….sei sempre dolcissima e profonda
    alla prox…un bacio dolce

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  4. Quanto c’è di te in questo racconto? Sento che c'è molto di te. Non c’è pazzia nell’ amare con tale intensità gli altri, facendo diventare speciale ogni incontro. La vera pazzia è mortificare l’amore in rituali stanchi e stantii.
    Sono poi queste persone, rose nella loro mediocrità, che si ergono censori in grado di dare patenti di rettitudine morale.

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  5. …spesso non ricordiamo che le cose più belle sono gratis, e vorremmo averle comprandole. Ma chi può pagare per vedere un tramonto sul mare mano nella mano? …e chi sa quanto costa un sorriso? …abbiamo bisogno di amore, e ci accontentiamo di solo sesso. Ci riteniamo sensisbili, ed abbiamo paura dei sentimenti e delle emozioni. Ci accontentiamo spesso, per non sentirci soli…quando dietro l’angolo avremmo un mondo nuovo che ci aspetta…

    Ciao Nina. Un bacio

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  6. Non sai quanto ti ammiro in tutto ciò che scrivi e in questo che hai scritto vedo tante di quelle cose che solo animi speciali sanno vedere sentire e trasmettere, animi come il tuo

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  7. Un amico vagabondo21 settembre 2013 09:44

    leggendo quanto ai scritto mi è venuta a mente questa che qui trascivo , non è mia naturalmente :
    Favola della sirena e degli ubriachi
    Tutti questi signori erano dentro
    quando lei entrò colpevolmente nuda
    essi avevano bevuto e presero a sputacchiarla
    lei non capiva nulla era appena uscita dal fiume
    era una sirena che s’era smarrita
    gli insulti scorrevano sulla carne liscia
    limmondiza coprì i suoi seni d’oro
    lei non sapeva piangere perciò non piangeva
    non sapeva vestirsi perciò non si vestiva
    la tatuarono con sigarette e con trucioli bruciati
    ridevano fino ad abbattersi sul pavimento della bettola
    lei non parlava perche non sapeva parlare
    i suoi occhi erano color d’amore distante
    le sue braccia costruirte di topazi gemelli
    le sue labbra tagliate nella luce del corallo
    e d’improvviso uscì da quella porta
    appena entro nel fiume restò monda
    splendette come una pietra bianca della spiaggia
    senza volger lo sguardo nuotò nuovamente
    nuotò verso mai più verso la morte

    lo scrittore è Pablo Neruda
    baci dal vagabondo

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  8. Ciao Mony
    sicuramente uno dei migliori post mai letti…
    non voglio aggiungere nulla per non rovinare la perfetta armonia della storia e del suo significato.
    Continuamo ad amare.. non importa, solo l’amore ci può salvare!


    Un adepto dell’Amore.

    Bacio da Alex

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  9. Ma l' "Amore", la "Felicità" esistono davvero?

    O si tratta, sempre e comunque di "attimi di ..." amore, felicità ...?

    Attimi che durano una vita intera, che valgono una vita intera, anche se bruillano e rapidamente si spengono come faville effimere ...

    E credo che questo Nina l'aveva capito, e per questo continuava a "cercare l'amore" ..., forse perchè l'amore sta in questa tensione, in questa ricerca ..., è movimento e non stasi ...

    Grazie sempre per la bellezza profonda che susciti in chi ha l privilegio di leggerti.

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  10. smarrito da un link all'altro sono approdato nel tuo blog ed ho letto un pochino...
    ti lascio un saluto e i miei complimenti per uno stile molto gradevole e accogliente.
    buona serata...

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Benvenuto o benvenuta. Ti ringrazio di avermi letto e se vorrai lasciare il tuo commento mi farà piacere....positivo o negativo che sia.