venerdì 21 giugno 2013

I CINQUE SENSI


Voglio guardarti, annusarti, toccarti, assaporarti, ascoltarti … voglio  amarti con tutti i miei sensi …

Voglio odorarti …. come un animale respirarti, annusarti, fiutarti. Riesco a percepire fisicamente il tuo odore anche a distanza di tempo e di spazio. Chiudo gli occhi e  annuso ogni centimetro del tuo corpo… sento l’odore della tua pelle mescolarsi alla mia … il fumo delle tue sigarette … l’odore del mio e del tuo sesso dopo ore d’amore … quell’aroma forte e penetrante di orgasmi, eccitazione, sudore, pelle calda e voglie soddisfatte … mi avvolgo tra le lenzuola impregnate di noi, respiro… respiro forte e ti sento …

Voglio amarti con le mani ... sfiorare la cute coi polpastrelli, appoggiare le  unghie sulla tua schiena, sentire la tua pelle che freme al mio tocco,  percepire il vibrare, quasi il ritrarsi dell’epidermide. Affondare le dita e stringere. Accarezzare, lusingare e giocare. Amare con la pelle. Ricercare la tua pelle umida, ascoltare i fremiti del tuo corpo, sentirlo fondersi con la sua superfice amplificandone attese e reazioni. Essere un corpo solo come avvolti da un’unica pelle….

Voglio assaporarti  ... il gusto amaro della tua pelle da assaggiare … il sapore salato del sudore da raccogliere con le labbra … il denso dolce improvviso del tuo  piacere da bere lentamente come un nettare e i mille gusti che lentamente la mia lingua assapora esplorando ogni piega del tuo corpo ….


Voglio guardarti … … disegnare con lo sguardo i contorni del tuo corpo, scrutare avida ogni piega della tua pelle, ogni muscolo, ogni anfratto, ogni piccola imperfezione… seguire ogni movimento, il modo in cui muovi le mani o pieghi la testa, voglio riempirmi la mente dell’immagine di te cosi nelle notti che verranno potrò chiudere gli occhi e ritrovarti come ti ricordo: il tuo corpo sopra il mio, i tuoi occhi spalancati su di me…occhi negli occhi…

Voglio ascoltarti … il tuo fiato veloce … il mio cuore che batte … sottili gemiti e densi respiri … la musica di sottofondo che diventa armonia dei corpi … il ritmo del movimento … accelerato, rallentato, accelerato di nuovo … il rumore impercettibile della pelle contro la pelle … il silenzio pieno del piacere … il respiro che ritorna lentamente alla normalità … le risate … sguardi che sembrano sussurrare parole non dette Ascoltare il tuo sonno. Sentire il flusso del tuo sangue, che riprende a scorrere lento, sotto la pelle delle tempie. E l’armonia perfetta del silenzio dopo l’amore…

La bambina col cappotto azzurro-cielo
La bambina col cappotto azzurro- cielo@copyright

giovedì 20 giugno 2013

L'INFINITO VIAGGIARE DI MAGRIS

Nessuno se l'aspettava alla maturità, eppure Claudio Magris è uno dei più grandi scrittori contemporanei, ma ha un grande difetto per la scuola italiana: è ancora vivo (per sua fortuna) e per esser studiato come merita dovrà attendere il cinquantenario della morte. 
Però a sorpresa, un brano tratto da L'infinito viaggiare è uscito tra i temi della maturità. Per chi non l'avesse già fatto L'infinito viaggiare è davvero  bellissimo e merita di essere letto.  Il viaggio di Magris è allo stesso tempo un viaggio geografico e culturale, un viaggio dell'anima e dell'essenza più profonda di ognuno di noi. L'autore descrive alcuni dei viaggi più significativi della sua vita, a volte dei ritorni, oppure impressioni attraversando una frontiera o uno Stato che magari non esistono più,  un'espressione su un viso, o un gesto, un sapore, un ricordo. Per vedere un luogo occorre rivederlo, come afferma l'autore, il piacere del conosciuto si assapora di più nel riscoprirlo.  
 Dalla Spagna all’Inghilterra, Svezia, Norvegia, Germania, Austria, Cecoslovacchia, Polonia, Australia, Iran, Cina, Vietnam, dalle Isole Fortunate ai tanti stati dell’Europa centro-orientale, alle città, foreste, fiumi, mari, deserti di zone remote, quasi l’intero pianeta viene mostrato dall’autore in queste pagine, con la lingua, la cultura, l’arte, la vita, gli usi, i costumi, la storia di ogni posto. Ma soprattutto il viaggio viene visto come capacità di possedere la propria vita essendo capaci di goderne con pienezza ogni istante perchè “partire è anche un lasciarsi andare, mollare la zavorra, socchiudere gli occhi come quando si guarda il sole, pigliare quel che viene”. Il viaggio di cui si parla è una metafora della vita: il viaggio in luoghi lontani e il viaggio attorno alla propria stanza. Il viaggio di formazione alla ricerca dell'identità e il viaggio che fa scoprire al viaggiatore la propria fragilità. Il viaggio che ci fa scoprire nuovi posti, e il viaggio che ci fa scoprire noi stessi. Il viaggio al di fuori del nostro microcosmo ed il viaggio dentro di noi. Il viaggio come evasione e come ricordo, come sapore, come incontro, come ritorno....Impossibile bagnarsi due volte nello stesso fiume. E la lezione di Eraclito vale anche per noi. Per il fiume che siamo e che ci attraversa. Per come s'increspa e s'acquieta nei nostri attimi. Per questo ogni incontro con l'altro, che sia un luogo o una persona, è sempre condito da umori diversi. Come diverso è il filtro dei nostri occhi, che ri-conoscono stimoli e segni nelle impronte di qualunque sentiero. Perché il viaggio non ha bisogno di ali. E' sufficiente trasvolare gli stessi posti con cuore nuovo, con altri giorni e memorie addosso. E accorgersi che se partire è un po' morire, andare è anche tornare. E poi rinascere.
"Ci sono luoghi che affascinano perché sembrano radicalmente diversi e altri che incantano perché, già la prima volta, risultano familiari, quasi un luogo natio. 
Conoscere è spesso, platonicamente, riconoscere, l'emergere di qualcosa magari ignorato sino a quell'attimo ma accolto come proprio. Per vedere un luogo occorre rivederlo. Il noto e il familiare, continuamente riscoperti e arricchiti, sono la premessa dell'incontro, della seduzione e dell'avventura; la ventesima o centesima volta in cui si parla con un amico o si fa all'amore con una persona amata sono infinitamente più intense della prima. 
Ciò vale pure per i luoghi; il viaggio più affascinante è un ritorno, come l'odissea, e i luoghi del percorso consueto, i microcosmi quotidiani attraversati da tanti anni, sono una sfida ulissiaca.
  "Perché cavalcate per queste terre?" chiede nella famosa ballata di Rilke l'alfiere al marchese che procede al suo fianco. "Per ritornare" risponde l'altro."
da L'Infinito Viaggiare 
Claudio Magris

venerdì 14 giugno 2013

L'ELEGANZA DEL RICCIO (e altri pensieri sparsi)

Chi può definire cosa sia un capolavoro? Bisognerebbe aprire una discussione sull'argomento, ma credo sia soggettivo. Per me un capolavoro è un'opera che scuote i miei sentimenti, mi fa riflettere, mi lascia dentro una sensazione di "pieno".  Capolavoro è quando l'autore riesce a raggiungere la mia essenza e farmi entrare nella storia, come se camminassi dentro le pagine tra i protagonisti.  Un capolavoro è un libro che puoi rileggere nel corso della tua vita, e ogni volta, anche se ne conosci la trama, scopri qualcosa di nuovo, una frase, una sfumatura, un'emozione diversa. A me è successo rare volte e questa è una di quelle. Ovviamente quello che scute i miei sentimenti può essere diverso da quello che scuote i tuoi...e quindi come possiamo definire genericamente cos'è un capolavoro? Ci sono ben poche cose al mondo che possono universalmente essere riconosciute come capolavori assoluti, perchè nessuno può restarvi indifferente, la Cappella Sistina, tanto per dirne una, ma per il resto ognuno può avere una sua opinione personale sulla definizione di capolavoro. Per me sono capolavori Anna Karenina di Tolstoj, La mia Africa di Karen Blixen, Martin Eden di Jack London, Cime tempestose di Emily Bronte, tutte le opere di Pasolini, i romanzi di Emile Zola ma anche opere di Celine, Jorge Amado, Meir Shalev e molti altri....
Per tornare all'argomento del post, l'Eleganza del riccio è uno dei miei libri preferiti, e sicuramente uno di quelli che maggiormente nella vita, mi hanno emozionato dalla prima all'ultima pagina.
Le due voci che si alternano nel racconto sono quella della portinaia, Renée e della dodicenne Paloma. Entrambe sono ricci,  ricci che nascondono la loro bellezza interiore e la loro unicità sotto gli aculei rappresentati da un carattere difficile o da una finta ignoranza.
Renée Michel, dalla vita ha avuto molti dispiaceri, la morte del marito, i figli mai venuti alla luce,  un lavoro che rende facile etichettarla come la "tipica" portinaia sciatta ed ignorante, nonostante lei sia esattamente l'opposto di ciò che appare.  Ma nessuno va mai oltre l'apparenza .... Non è forse vero che tutti siamo etichettati per il lavoro che facciamo, la nostra estrazione sociale, il modo in cui vestiamo.... etichette come quella che una portinaia per forza deve essere ignorante e al massimo avere come hobby l'uncinetto e mai penseresti che chiama Lev il suo gatto in onore di Tolstoj....
"Ha l'eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti...."
Paloma, una dodicenne che questa vita la sta cominciando a comprendere e la rifiuta, perchè "un pesce rosso dalla vita può aspettarsi solo la sua boccia di vetro" (Come un pesce rosso in una boccia)   
 "Io ho dodici anni, abito al numero 7 di rue de Grenelle in un appartamento da ricchi. I miei genitori sono ricchi, la mia famiglia è ricca, e di conseguenza mia sorella e io siamo virtualmente ricche.Si dà il caso che io sia molto intelligente. Di un'intelligenza addirittura eccezionale." 
Per sfuggire a quell'ambiente familiare alto-borghese in cui si sente totalmente fuori posto, con un padre completamente assorbito dalla sua carriera, una madre perennemente in analisi, una sorella maggiore nevrotica e altezzosa, Paloma organizza un piano preciso: da lì a 165 giorni, il suo tredicesimo compleanno, lei porrà fine ai suoi giorni...
Da corollario, a questo percorso filosofico e di vita, tutta la galleria di personaggi di rue de Grenelle 7, lo specchio di una varia umanità parcellizata e borghese,  personaggi che entrano alle diverse ore del giorno dai loro eleganti appartamenti sotto gli occhi indagatori di Paloma, mentre madame Michel si accinge a ripetere i soliti gesti quotidiani: mettere la posta in ogni cassetta, portare fuori i sacchi della spazzatura, lavare le scale, lucidare i corrimano di ottone.... fino al momento in cui può ritirarsi dietro alla sua guardiola, e qui la attende un altro mondo, fatto di letteratura,cultura, musica classica, tavolette di cioccolato gustate durante la lettura.  
“Quando sono angosciata , mi ritiro nel mio rifugio. Non c’è nessun bisogno di viaggiare; mi basta raggiungere le sfere della mia memoria letteraria e il gioco è fatto”. 
In realtà Renée e Paloma  sono profondamente simili, fortemente attratte dal bello, dall'arte, dalla cultura, dalla conoscenza, sono persone profonde e  fuori luogo in un mondo che vive di apparenza, di etichette, di superficialità. Entrambe aspettano solo che la vita dia loro un motivo per cui valga la pena uscire allo scoperto, amare e farsi amare, farsi scoprire e conoscere per quello che sono realmente, oltre le apparenze. Tutti noi non vogliamo forse farci conoscere, essere amati per ciò che siamo realmente? Quante volte questa società costruita principalmente sui princìpi dell’ipocrisia e sulle convenzioni, riesce  a schiacciare ciò che siamo realmente? Quante persone attorno a noi vivono mentendo anche a se stesse, arroccate dietro una facciata di pura apparenza?
 "Nei momenti supremi la verità deve pur venire a galla. [...] Tutti noi, quando non abbiamo più vie di uscita, dobbiamo affrontare il destino in cui siamo imprigionati, e all'epilogo essere quello che siamo sempre stati nel profondo, qualunque fosse l'illusione in cui ci siamo voluti cullare."
Alla fine una persona, monsieur  Ozu, sarà in grado di scoprire questa eleganza nascosta del riccio e porterà l'inaspettato nelle loro vite. Questo libro ci regala la storia di un  incontro tra due donne, un incontro profondo, unico, irripetibile, che è quello di due vite umane che segnano il destino l'una dell'altra, che si fruttificano a vicenda.  E ci insegna anche che il sapere, il conoscere, la letteratura, sono spesso un’àncora di salvezza per poter resistere alla solitudine e al dolore ... 
Di certo, nessuno fra gli inquilini di Rue de Grenelle 7 immagina che dietro la portinaia possa nascondersi una creatura così colta e profonda; nessuno “la vede”, anche se tutti la incontrano tutti i giorni. 
E noi, noi vediamo coloro che abbiamo intorno? O semplicemente li guardiamo senza vederli?
E' bellissimo il momento in cui Renée trasformata negli abiti e nella pettinatura e incontrando uno dei condòmini che non la saluta, si rivolge a monsieur Ozu dicendo:”Non mi hanno riconosciuta” , e monsieur Ozu le risponde:”E’ perchè non l’hanno mai vista”
Non vi dirò, però,  con quale dei due ricci, cioè delle due protagoniste mi sono immedesimata.....
E' stato un colpo di fulmine fin dalle prime pagine, ricordo che non ho dormito pur di finirlo e che non smettevo di piangere  e ridere allo stesso tempo, e sono rimasta lì, all'alba, a fissare l’ultima pagina col cuore traboccante di lacrime, ma soprattutto di speranza e di bellezza … sì perche’ davvero la bellezza e’ qui, in questo mondo, come dice Paloma: un sempre nel mai. 
Buona lettura.... 
"Stasera, ripensandoci, con il cuore e lo stomaco in subbuglio,  mi dico che forse in fondo la vita e’ così: molta disperazione, ma anche qualche  istante di bellezza dove il tempo non é più lo stesso. E’ come se le note musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai.  Sì. é proprio così, un sempre nel mai." 

La bambina col cappotto azzurro-cielo
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lunedì 10 giugno 2013

SOLITUDINI E RINASCITE

La cosa peggiore della solitudine è che ti allontana sempre di più dagli altri. Più stai solo e più diventa difficile aprirti agli altri, così col tempo ho finito per tenere tutti a distanza, farli avvicinare ma non troppo. Avevo voglia di ributtarmi nella mischia ma anche una paura folle di soffrire ancora. Alla fine la paura prende sempre il sopravvento, inghiotte tutto come un’onda gigantesca che spazza via ogni volontà. A forza di prendere fregature, sono diventata diffidente verso chiunque, ogni volta che qualcuno è gentile automaticamente penso:  "Che scopo avrà ad essere gentile con me?".... Ho imparato che gli uomini hanno sempre uno scopo quando sono gentili. Quasi tutti.  In parte è anche colpa della  la mia timidezza che mi porta a tenermi tutto dentro e finisco col chiudermi sempre di più. Certo in passato ho fatto un sacco di stupidaggini per sfuggire la solitudine, avevo la consapevolezza che erano cose stupide ma le facevo lo stesso e questo le rendeva ancora più stupide... ma ora posso voltarmi indietro, sorridere di me...e poi andare avanti a testa alta.

Dipinto di Irina Vitalievna Karkabi
Un bel giorno ho asciugato le lacrime e ho tirato  fuori quell'orgoglio da leonessa ferita che ogni volta, prima di toccare il fondo, m’impedisce di abbandonare la lotta.  E mi sono detta:  non lasciare che uno stronzo (o due ...) ti rovini la vita, è la tua vita, è l'unica che hai, non puoi passarla a piangere per chi non ti merita. Certo non è così semplice, quando finisce un sentimento in cui hai creduto, la tua vita, le tue amicizie (o quelle che credevi tali), le tue abitudini, nulla è come prima, il castello incantato è crollato e non c’è più nessun principe azzurro a portarti via su un cavallo bianco. La magia è finita e la realtà non è una favola.
All'inizio mi sono sentita persa, sola, svuotata e ho cercato di cambiare me stessa, di diventare stronza come quegli stessi uomini che mi avevano ferita, e ho cominciato a fare una vita che non mi apparteneva e neppure mi piaceva, cambiare uomini come si cambiano i calzini, per noia, per sentirmi desiderata o semplicemente per non passare un’altra notte a piangere.  Mi ero sentita  così usata che ora volevo essere io ad usarli questi uomini, volevo la mia rivalsa sulla categoria. Ma detto tra noi non c’è gran soddisfazione nell’usare gli uomini e il sesso è un palliativo di breve durata che non cura la malattia. Al momento ti sembra di dimenticare poi la mattina dopo ti risvegli e sei ancora sola, ed è un tipo di solitudine che  nessuna notte di sesso può curare perché  l’hai dentro, nel profondo dell’anima, talmente radicata in te che ormai non riesci a immaginare la tua vita in maniera diversa.
Non so dire quando sia iniziato, quando esattamente ho smesso di sognare e ho cominciato a credere che d’ora in poi sarebbe stata sempre così la mia vita: senza amore.  A quel punto ho perso i miei riferimenti e mi sono trovata completamente allo sbando, tutto ciò in cui credevo non esisteva più.  Finora sono  vissuta per amare ma se smetto di credere nell’Amore che rimane di me? Non voglio smettere di sognare, non voglio smettere di credere nei sentimenti veri, e so che tutti quei valori che erano i miei riferimenti nella vita sono ancora qui, dentro di me, solo in stand by per un pò, finchè non ritroverò fiducia in me stessa e negli altri. Lentamente la vita prende il sopravvento sulla paura, emozioni riaffiorano dall’angolo del cuore dove le avevo sepolte, ritornano i sogni e i desideri, la voglia di ridere e giocare, lentamente l’Amore vince sul male di vivere……lentamente rinasco, lentamente torno ad amare...ad amare me.

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sabato 1 giugno 2013

GLI UOMINI DELLA MIA VITA

Gli uomini della mia vita sono sempre stati buffi esemplari faunistici, rarità da museo di storia naturale, anelli mancanti della catena evolutiva, casi clinici freudiani. La scelta dei singoli soggetti non é  stata casuale, qualcuno potrebbe pensare: "sei andata col primo che capita"...eh no! Li ho proprio selezionati con cura meticolosa tra centinaia di uomini dopo averli osservati, studiati, analizzati per mesi, e giungendo ogni volta alla conclusione matematica che quello era sicuramente il principe azzurro.
Tutte le lacrime che ho versato in realtà non posso imputarle che a miei errori di calcolo. Negli anni, ho affinato questa mia dote di scegliere gli uomini sbagliati e  sono diventata un’esperta del settore!
E' vero, non bisogna generalizzare ma per una volta lo farò, e per comodità scientifica (e per riderci su)  li suddividerò in categorie:

IL VITELLONE - Esemplare italico doc, ostenta mascolinità da stallone e arie da tombeur de femme internazionale. In realtà vive con la mamma che gli dà la paghetta settimanale e gli ricarica il cellulare, e non è mai andato in vacanza oltre Ostia Lido. Affetto da sindrome da Peter Pan, ha passato la trentina da un bel po’ (ma non se n'è reso conto) spende la sua vita tra discoteche/sballo/notti in bianco/sbronze,  non si sveglia prima di mezzogiorno e … non pretenderai mica che lavori??? Ti stupirà con effetti speciali degni della miglior sceneggiata napoletana: appassionate dichiarazioni, valanghe di sms e telefonate, languide serenate, stornelli e poesie romantiche, mazzi di rose e cene a lume di candela dove guardandoti con occhi sognanti ti sussurrerà che sei l’unica per lui. L'unica per quella notte ovviamente. Potrai metterlo alla prova negandoti e facendo un pò la preziosa ma non farai che stimolare il suo orgoglio fallico: dovrà averti ad ogni costo e per questo scopo investirà ogni sua risorsa fisica, economica e mentale anche per mesi. Per commuoverti riuscirà anche a versare autentiche lacrime degne della madonnina di Civitavecchia. Ovviamente dopo aver ottenuto il tanto faticosamente conquistato pegno d’amore sparirà veloce come il vento con qualche frase poco fantasiosa tipo “Non sono l’uomo per te, sono sbagliato". Smascherarlo è quasi impossibile: è così abituato a mentire che alla fine si è auto-convinto di essere davvero il manzo più ambito del quartiere! Ridicolo!
      
L’UOMO IN CARRIERA – Ha passato la prima parte della sua vita a prepararsi per la carriera, districandosi tra lauree e master di ogni livello. Nella seconda parte della vita inizia la sua scalata al successo: passa 18 ore  al giorno in ufficio e nel resto del tempo mangia, dorme e prepara il  lavoro per il giorno dopo. Non ha tempo per te. Gira con 4 cellulari ma  quando lo chiami non risponde mai perché ha sempre altre priorità. Il suo cellulare suona sempre: la domenica, il sabato sera, alle 8 di mattina del 1 gennaio, in ferie in quel posto sperduto dove tutti i cellulari non prendono tranne il suo. La sua presenza è richiesta a riunioni, cene,  simposi, cocktail, convegni, raduni delle Giovani Marmotte e lui vuole presenziare ovunque, per questo ha affinato l’arte dell’ubiquità ed è  arrivato a partecipare a 4 aperitivi e 5 cene nella stessa serata. E’ sicuramente l’uomo perfetto che ogni madre vorrebbe per sua figlia ha un unico difetto: non ha tempo per te. Puoi decidere di seguirlo in questa faticosissima scalata al successo o decidere che non te ne frega niente. Stancante! 

 IL PROVOLONE DA CHAT – Prodotto dell’ultima generazione, in chat è spumeggiante, esuberante, carismatico, presenzialista, istrionico un vero prezzemolino del web. Lo trovi a qualsiasi ora del giorno e della notte in contemporanea su faceboook, twitter, google+ e yahoo. Il mondo virtuale non ha confini ne segreti per lui: mangia, dorme e svolge tutti i bisogni  fisiologici sempre connesso alla sua postazione pc-full optional per non perdere nulla di quel che accade, si assenta il minimo indispensabile. Si fa chiamare nella vita col nick e non col nome e cognome perché ormai la sua immagine virtuale ha preso il sopravvento su quella reale. D'altronde una vita reale non ce l'ha! Per conquistarti farà di tutto, sfoderando un  repertorio vastissimo di romanticherie  ma l’impatto dal virtuale al reale sarà decisivo per le sorti della love story. Passato il primo entusiasmante contatto fisico reale ti abbandonerà per serate intere nuda sul divano dicendoti “Resto on line ancora 5 minuti” per poi mettersi davanti al pc a cazzeggiare allegramente per 5 ore. Quando invece di  immaginare posizioni erotiche comincerai a immaginare cento modi per distruggergli il pc capirai che è il momento di dare un CLICK definitivo  alla faccenda. Videopatetico!

 Quelli SPOSATI MA NON TROPPO Categoria presente sul pianeta dai tempi dell’uomo di Neanderthal: sposati/fidanzati/impegnati ma perennemente sull’orlo della separazione. Incompresi in famiglia, celebre la frase "mia moglie non mi capisce", e ovviamente affamati di sesso perché la moglie (oltre a non capirli) non-gliene-da-più, ti racconteranno che stanno per separarsi, stanno per divorziare, stanno per cominciare una nuova vita, stanno per prendere una decisione importante che cambierà tutto ....ecco appunto, stanno per...ma non lo faranno mai! Scontatissimi!

I CINQUANTENNI  D’ASSALTO supertatuati, supergriffati, superesaltati, si vestono come teen ager, hanno solo amici e amiche ventenni perché "si sentono ventenni dentro". Cercano di stupirti con racconti di ferie in mirabolanti terre esotiche, sport estremi e avventure ai limiti della fantascienza, ovviamente hanno un macchinone che non riescono neppure a  posteggiare o una supermoto che guidano vestiti come un incrocio tra Jeeg Robot d’acciaio e Valentino Rossi, salvo poi bombardarsi di muscoril e voltaren per il mal di schiena!  Stagionati!

E per finire una categoria (che per fortuna ho evitato):
GLI AFFAMATI. Pur di rimediare una donna anche virtuale, sono disposti a tutto! Inventerebbero qualsiasi cosa, direbbero qualsiasi cosa, verrebbero anche in pellegrinaggio sotto casa tua sulle ginocchia e questo non perchè siano interessati particolarmente a te ma solo perché sei una donna e respiri! 

Potremmo parlare anche de “i ginnici” (palestrati o esaltati di sport a tutti i costi), di "quelli che non si sono mai innamorati” (che freud si sarebbe ucciso piuttosto che analizzarli),  dei “belli e tenebrosi” che fanno sembrare Baudelaire un fumetto……..”gli artisti”  nessuno capisce la loro arte e tu sei la loro musa…….”i bugiardi cronici” (che te ne accorgi anche quando per giustificare un ritardo ad un amico si inventano un        crollo della rete autostradale, ma pensi che a te non mentirebbero mai!) e ”quelli feriti dentro” (allora qui lo spirito di crocerossina è incontenibile)…………

Illustrazione: Casey O'Connell
Ma alla fine si impara mai la lezione? Si impara eccome, e per la regola "se li conosci li eviti", non tutto il male è venuto per nuocere, ora li fiuto lontano chilometri questi propotipi di maschi farlocchi! 
.... E quando pensi che esistano solo uomini sbagliati ecco che incontri qualcuno che ti fa cambiare idea ...
perchè per fortuna non tutti gli uomini sono come quelli sopra descritti ma i principi azzurri esistono per davvero.



La bambina col cappotto azzurro-cielo
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martedì 28 maggio 2013

COME UN GUERRIERO

Ero una bambina che non doveva nascere, un miracolo dissero i medici, un inaspettato regalo del destino. I miei genitori mi avevano cercato, sognato, atteso per così tanti anni e alla fine, quando tutti quei sogni erano andati in frantumi e avevano rinunciato perfino a desiderare, ero arrivata al’improvviso, come un arcobaleno dopo un temporale. Ero una bambina fragile e diversa. Ho passato le mie prime ore di vita sotto i ferri di un chirurgo e ho dovuto lottare da subito per tenermi aggrappata alla vita. 

Illustrazione: Jimmy Lawlor
Come un guerriero ho lottato per vivere. Ho stretto con forza quel filo sottile che m'impediva di volare via e scomparire nel cielo come un palloncino colorato, avvinghiata al seno di mia madre come un'edera tenace che cresce ogni giorno più forte. Quel giorno mio padre ha cominciato a morire.
Giorno dopo giorno succhiavo avidamente la vita mentre la vita abbandonava lui....Io muovevo i primi passi mentre lui non riusciva più a stare in piedi e quando avevo appena imparato a dire “papà”, non avevo più nessuno a cui dirlo….
Ho sempre pensato che semmai esisteva un Dio doveva essere un mostro crudele, che aveva già pianificato tutto: "Vuoi una figlia? Tu cosa mi dai in cambio? Dammi la cosa più preziosa che hai... la tua vita". Mio padre mi voleva così tanto che sono sicura abbia accettato qualsiasi patto con Dio o col Diavolo in persona.
Così eccomi a dover convivere con questo assurdo peso, un peso troppo grande per una bambina. Io non ero un miracolo ma solo il frutto di un tragico scambio: la mia vita per la sua. Lui era così bello, intelligente, solare, dolce e gentile con tutti, così innamorato di mia madre ... e io invece cos'ero? Non bella ne intelligente, timida e goffa, un disastro ... Se avessi potuto rimescolare le carte e scambiare tutto un'altra volta l'avrei fatto. Ogni giorno della mia vita ho desiderato tornare indietro, volare via attaccata a quel palloncino colorato...volare via e lasciare qui lui. Lui rendeva felici le persone, io non ne ero capace. Io non ero niente ma era toccato a me restare. Perchè? 
Illustrazione: Cho Yong-Joon
Ogni giorno vado avanti aggrappata a quel filo sottile, consapevole che da un giorno all'altro il filo potrebbe spezzarsi. Cerco di dare un senso alla mia vita per dare un senso alla sua morte. Ma che senso c'è? Ho odiato me stessa per essergli sopravvissuta, mi sono odiata per così tanto tempo che alla fine non mi ricordavo più neppure come fare ad amarmi....Eppure il suo regalo più grande era stato proprio l'amore.
Ecco l'amore...l'amore è l'unica risposta che so darmi. Arrivare fin qui è stato come camminare scalza su un sentiero di vetri e cocci: non sentivo male all'inizio, poi le ferite sono diventate sempre più profonde e il dolore è arrivato d'un colpo tutto assieme.  Mi sono ritrovata sanguinante e incapace di rialzarmi da terra. Eppure mi sono rialzata, una, dieci, cento volte mi sono rimessa in piedi e pronta ad andare di nuovo avanti.  La mia fragilità è anche la mia forza... ora lo so. A volte   mi sembra di aver dato tutto, di non avere neppure più una goccia d'amore ma sempre trovo altro amore in me ... come un fiume inarrestabile. Per quanto io abbia sofferto, e so che ancora dovrò soffrire, non mi fa paura ributtarmi nel fuoco, anzi quel fuoco lo cerco. Non ho paura di amare, di dare, di vivere le emozioni, non ho paura di piangere e farmi male. Sono ancora quella bambina che stringe quel  filo sottile per rimanere aggrappata alla vita e non importa qual è il prezzo da pagare voglio vivere, voglio disperatamente vivere e amare.   L'unico senso che riesco a trovare in tutto questo  è l'amore. .... E per l'amore combatto. Sono come un guerriero su una terra senza farfalle ... 

La bambina col cappotto azzurro-cielo
La bambina col cappotto azzurro- cielo@copyright

"Una donna che ama
È simile a un grande guerriero
Che vuole la sua vittoria
Per questa vittoria sarà pronta a morire
Su una terra senza farfalle".
Alda Merini



giovedì 16 maggio 2013

La primavera a novembre ....

E' un'avventura, ricostruire se stesse. 
La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo.
Perché tutti devono capire e vedere:

 "Attenti: il cantiere è aperto.
Stiamo lavorando anche per voi. 

Ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre. 

Quando meno te l'aspetti.

Diego Cugia, "Alcatraz"
Illustrazione: Martina Peluso

lunedì 6 maggio 2013

GUARDA OLTRE IL MIO CORPO


Non avere fretta … abbiamo tutto il tempo.
Lasciami il tempo di  desiderarti, di aspettarti, di scoprirti.
Lasciami pregustare l'attesa di  te,
non precedermi non sono pronta, non ancora.
Lasciami il tempo per imparare a fidarmi,
per non ingannarmi, per capire di non essere solo
un passatempo, un analgesico, un giocattolo.
Lasciami stare sola con me stessa,
ma non allontanarti troppo,
rimani a vista.
Lascia tempo alle mie paure di diventare forza,
mi sento in balia di troppi errori.
Lasciami il tempo di emozionarmi,
di sognare,
di assaporare ogni istante,
di donarmi poco a poco.
Lasciami il tempo ….
Tempo ... per non rifare gli stessi sbagli che hanno segnato la mia vita 
Prenditi il tempo di guardare
oltre quel che vedi..
Guardami. Ogni centimetro di pelle.
Non tralasciare nulla … neppure un minuscolo angolo.
Segui ogni curva, ogni avvallamento,
scivola lento sulle discese, risali le superfici,
colma i solchi, soffermati sulle pianure
percorrimi come una strada che ti porta fin dentro di me
cammina su di me con esasperante lentezza.
Ferma il tuo sguardo ora sul mio corpo
come se dovessi dipingermi riempiti gli occhi di me
imprimi ogni mia sfumatura nella tua mente.
Assaggiami. Annusami. Respirami.
Ricoprimi. Stendi il tuo corpo su di me e fermati.
Ti voglio sentire. Voglio che tu senta me.
Ora chiudi i tuoi occhi e guardami.
Guarda oltre il mio corpo. Penetrami
con lo sguardo. Entra nell'anima.
Cosi saprai chi sono.
Prenditi il tuo tempo per guardare
oltre ciò che tutti vedono.
Ma se non sei capace di farlo,
ti prego vattene.

La bambina col cappotto azzurro-cielo
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