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lunedì 10 giugno 2013

SOLITUDINI E RINASCITE

La cosa peggiore della solitudine è che ti allontana sempre di più dagli altri. Più stai solo e più diventa difficile aprirti agli altri, così col tempo ho finito per tenere tutti a distanza, farli avvicinare ma non troppo. Avevo voglia di ributtarmi nella mischia ma anche una paura folle di soffrire ancora. Alla fine la paura prende sempre il sopravvento, inghiotte tutto come un’onda gigantesca che spazza via ogni volontà. A forza di prendere fregature, sono diventata diffidente verso chiunque, ogni volta che qualcuno è gentile automaticamente penso:  "Che scopo avrà ad essere gentile con me?".... Ho imparato che gli uomini hanno sempre uno scopo quando sono gentili. Quasi tutti.  In parte è anche colpa della  la mia timidezza che mi porta a tenermi tutto dentro e finisco col chiudermi sempre di più. Certo in passato ho fatto un sacco di stupidaggini per sfuggire la solitudine, avevo la consapevolezza che erano cose stupide ma le facevo lo stesso e questo le rendeva ancora più stupide... ma ora posso voltarmi indietro, sorridere di me...e poi andare avanti a testa alta.

Dipinto di Irina Vitalievna Karkabi
Un bel giorno ho asciugato le lacrime e ho tirato  fuori quell'orgoglio da leonessa ferita che ogni volta, prima di toccare il fondo, m’impedisce di abbandonare la lotta.  E mi sono detta:  non lasciare che uno stronzo (o due ...) ti rovini la vita, è la tua vita, è l'unica che hai, non puoi passarla a piangere per chi non ti merita. Certo non è così semplice, quando finisce un sentimento in cui hai creduto, la tua vita, le tue amicizie (o quelle che credevi tali), le tue abitudini, nulla è come prima, il castello incantato è crollato e non c’è più nessun principe azzurro a portarti via su un cavallo bianco. La magia è finita e la realtà non è una favola.
All'inizio mi sono sentita persa, sola, svuotata e ho cercato di cambiare me stessa, di diventare stronza come quegli stessi uomini che mi avevano ferita, e ho cominciato a fare una vita che non mi apparteneva e neppure mi piaceva, cambiare uomini come si cambiano i calzini, per noia, per sentirmi desiderata o semplicemente per non passare un’altra notte a piangere.  Mi ero sentita  così usata che ora volevo essere io ad usarli questi uomini, volevo la mia rivalsa sulla categoria. Ma detto tra noi non c’è gran soddisfazione nell’usare gli uomini e il sesso è un palliativo di breve durata che non cura la malattia. Al momento ti sembra di dimenticare poi la mattina dopo ti risvegli e sei ancora sola, ed è un tipo di solitudine che  nessuna notte di sesso può curare perché  l’hai dentro, nel profondo dell’anima, talmente radicata in te che ormai non riesci a immaginare la tua vita in maniera diversa.
Non so dire quando sia iniziato, quando esattamente ho smesso di sognare e ho cominciato a credere che d’ora in poi sarebbe stata sempre così la mia vita: senza amore.  A quel punto ho perso i miei riferimenti e mi sono trovata completamente allo sbando, tutto ciò in cui credevo non esisteva più.  Finora sono  vissuta per amare ma se smetto di credere nell’Amore che rimane di me? Non voglio smettere di sognare, non voglio smettere di credere nei sentimenti veri, e so che tutti quei valori che erano i miei riferimenti nella vita sono ancora qui, dentro di me, solo in stand by per un pò, finchè non ritroverò fiducia in me stessa e negli altri. Lentamente la vita prende il sopravvento sulla paura, emozioni riaffiorano dall’angolo del cuore dove le avevo sepolte, ritornano i sogni e i desideri, la voglia di ridere e giocare, lentamente l’Amore vince sul male di vivere……lentamente rinasco, lentamente torno ad amare...ad amare me.

La bambina col cappotto azzurro-cielo
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