immobile, per attimi interminabili,
finché il tepore diventa comune,
la pelle, la vita interiore,
tutto si fonde in uno.
Improvvisamente sei in me,
senza averlo deciso,
staccato da te stesso,
fuori dalla tua corazza.
Resti dentro di me, guardandomi,
aspettando il volere del mio corpo.
I seni ondeggiano appena,
al ritmo del mio respiro,
le labbra dischiuse,
baci la fronte, il viso, la bocca, la pelle.
Ti perdi dentro di me,
e mi attraversi ripetutamente,
brutale e rapido come un grido.
Senti il mio corpo contorcersi,
la mia voce che muore, in un gemito
soffocato di piacere,
strangolato per non urlare.
Poi…fino all’alba restiamo così …
gettati fra il sonno,
le risa e la voglia di amarci di nuovo,
la stanchezza e l’euforia …
La bambina col cappotto azzurro-cielo
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