8 MARZO Giornata Internazionale
della donna, poi
ribattezzata Festa della donna dal consumismo recente. Poco importa che sia stata istituita dopo l'incendio avvenuto il 25 marzo 1911 che distrusse la fabbrica Triangle
di New York uccidendo 140 persone, in maggioranza giovani operaie, o per ricordare il massiccio
movimento di protesta avvenuto a San Pietroburgo, il 23 febbraio 1917 (secondo
il calendario allora vigente in Russia ed equivalente all'8 marzo del
nostro calendario gregoriano), che segnò l'inizio delle manifestazioni che
portarono al crollo dello zarismo e spinsero il governo provvisorio russo ad
accordare il diritto di voto alle donne. In realtà fu solo nel 1975 che durante l'International
Women's Year, le Nazioni Unite cominciarono a celebrare l'8 marzo come la
Giornata internazionale della donna e, due anni più tardi, l'Assemblea Generale
dichiarò che venisse istituito un giorno per i diritti delle donne e per la
pace internazionale da ognuno degli stati membri in accordo con la propria
storia e le proprie tradizioni. Perché celebrare ancora l'8 marzo? L'Assemblea
Generale del 1977 citò almeno due motivi tuttora validi: per riconoscere il
fatto che, per assicurare la pace e il progresso sociale e le libertà
fondamentali dell'essere umano, è richiesta la partecipazione attiva,
l'eguaglianza e l'emancipazione delle donne e per rendere noto il contributo
delle donne nella sfida dellla pace e della sicurezza internazionale.
In memoria di tutti gli avvenimenti che hanno caratterizzato la lotta per i diritti civili delle donne a partire dalla Rivoluzione Francese in poi, questa giornata dovrebbe essere simbolo di impegno civico per tutte quelle donne nel mondo che ancora patiscono condizioni di sudditanza e di mortificazione fisica e psichica nonché pretesto per riflettere sui traguardi raggiunti e quelli ancora da raggiungere.
L'ONU ha dichiarato il femminicidio in Italia "crimine di Stato" a causa dell'inadeguatezza e dell'insufficienza delle misure di protezione adottate dalle istituzioni. La violenza maschile è una delle prime cause di morte delle donne in Italia: arretratezza e desiderio di potere maschile ci ammazzano più del cancro e degli incidenti stradali. E contro questo lo Stato fa ben poco sia prima che dopo, in termini di giustizia. Quindi per questa giornata vorrei non solo mimose ma più tutela, più protezione e più giustizia per le donne vittime di violenza, e più rispetto per tutte le donne. Un rispetto che continui anche il 9 marzo e tutti i giorni successivi...
In memoria di tutti gli avvenimenti che hanno caratterizzato la lotta per i diritti civili delle donne a partire dalla Rivoluzione Francese in poi, questa giornata dovrebbe essere simbolo di impegno civico per tutte quelle donne nel mondo che ancora patiscono condizioni di sudditanza e di mortificazione fisica e psichica nonché pretesto per riflettere sui traguardi raggiunti e quelli ancora da raggiungere.
L'ONU ha dichiarato il femminicidio in Italia "crimine di Stato" a causa dell'inadeguatezza e dell'insufficienza delle misure di protezione adottate dalle istituzioni. La violenza maschile è una delle prime cause di morte delle donne in Italia: arretratezza e desiderio di potere maschile ci ammazzano più del cancro e degli incidenti stradali. E contro questo lo Stato fa ben poco sia prima che dopo, in termini di giustizia. Quindi per questa giornata vorrei non solo mimose ma più tutela, più protezione e più giustizia per le donne vittime di violenza, e più rispetto per tutte le donne. Un rispetto che continui anche il 9 marzo e tutti i giorni successivi...
