Amo lo sport, amo correre: chi ama
l’atletica non poteva non amare Oscar Pistorius. Lo ammetto, la notizia mi ha
lasciato senza parole. Che avesse sparato per sbaglio ad un
ipotetico ladro nella notte mi appariva da subito un’improbabile giustificazione,
ma mi era difficile credere che anche lui fosse solo un altro di quegli uomini
violenti, che maltrattano le donne, ed alla fine arrivano ad
ammazzarle. Invece, anche se l’omicidio dovrà essere provato e non si vuole certo condannare nessuno senza processo, pare proprio che lo sia. Qualsiasi saranno i risvolti giudiziari, questa storia ha portato
alla luce il lato oscuro di quello che era considerato, fino ad ieri, un uomo a cui tutti guardavamo con ammirazione indiscussa. C'è proprio poco da ammirare in questo momento. Lui è l’uomo che ha sconfitto
ogni ostacolo, l’esempio che ogni sfida può essere vinta, che niente è
impossibile se davvero lo vuoi con tutto te stesso. Lui che sorrideva sempre,
nonostante le gambe amputate quando aveva un anno, la morte della madre a 15
anni, una vita tutta in salita, eppure sempre col sorriso, sempre così
tranquillo e determinato, ti trasmetteva
in ogni gesto quella forza, quella voglia di andare avanti, senza arrendersi, senza mollare. La straordinaria forza di volontà di andare che l'aveva spinto oltre i limiti del suo corpo, ma soprattutto oltre i limiti della mente. Quando
sulla pista dell'Olympic Stadium di Londra, per la prima volta ha corso con i cosiddetti
normodotati, tutto lo stadio ha corso
con lui, passo dopo passo, metro dopo metro, tutti a tenere il fiato sospeso
per lui. Bolt ci ha stupito ed impressionato, ma Pistorius ci ha emozionato fino alle lacrime. Correre con quelle protesi non è facile per niente, è doloroso, richiede allenamento e una forza di volontà incrollabile, ma lui lo faceva sembrare facile, naturale, divertente e ci dava una grande lezione: se vuoi farlo, puoi farlo, puoi riuscirci.
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| Oscar e la piccola Ellie |
Ma soprattutto penso ai bambini disabili per i quali Oscar Pistorius era un eroe, ai bambini come Ellie nella foto e moltissimi altri a cui è riuscito con le sue imprese e il suo esempio a ridare la voglia di vivere, giocare, correre, sentirsi come gli altri. Milioni si sono ispirati a lui. Una persona senza gambe che nella
corsa è più veloce delle persone con le gambe. L'esempio di Pistorius è stato un aiuto per milioni di persone “Non sei disabile per le disabilità che hai, sei abile per le abilità che hai".
Le polemiche su vantaggi e
svantaggi delle cheetah lo avevano reso ancora più forte. La scienza aveva mostrato
che quelle protesi non avvantaggiavano. Le critiche sulle sue lame come doping,
se le era scrollate di dosso sempre sorridendo. E quel sorriso ti trasmetteva
una forza contagiosa. E ora ci si chiede
cosa si nascondeva dietro quel sorriso? E
proprio lui che era un esempio per tanti, ora diventerà, se sarà provato, solo l’ennesimo assassino di
una donna. Non era un supereroe, certo tutti noi lo sapevamo, era un ragazzo normale che aveva combattutto e vinto la sua battaglia, aveva raggiunto il suo sogno, correre alle Olimpiadi. E certo questo non fa venir meno le sue imprese sportive, è l'uomo che è in discussione, non l'atleta. E l'uomo che emerge da questa vicenda è ben poca cosa: un assassino. Ma tutti quei bambini ora sono persi, smarriti, a chiedersi dov'è il loro eroe e sentirsi ancora una volta soli e diversi.