
Chi può definire cosa sia un capolavoro? Bisognerebbe
aprire una discussione sull'argomento, ma credo sia soggettivo. Per me un capolavoro è un'opera che scuote i miei
sentimenti, mi fa riflettere, mi lascia dentro una sensazione di
"pieno". Capolavoro è quando l'autore riesce a raggiungere la mia
essenza e farmi entrare nella storia, come se camminassi dentro le pagine tra i protagonisti. Un capolavoro è un libro che puoi rileggere nel corso della tua vita, e ogni volta, anche se ne conosci la trama, scopri qualcosa di nuovo, una frase, una sfumatura, un'emozione diversa. A me è successo rare volte e questa è una di quelle. Ovviamente quello che scute i miei sentimenti può essere diverso da quello che scuote i tuoi...e quindi come possiamo definire genericamente cos'è un capolavoro? Ci sono ben poche cose al mondo che possono universalmente essere riconosciute come capolavori assoluti, perchè nessuno può restarvi indifferente, la Cappella Sistina, tanto per dirne una, ma per il resto ognuno può avere una sua opinione personale sulla definizione di capolavoro. Per me sono capolavori Anna Karenina di Tolstoj, La mia Africa di Karen Blixen, Martin Eden di Jack London, Cime tempestose di Emily Bronte, tutte le opere di Pasolini, i romanzi di Emile Zola ma anche opere di Celine, Jorge Amado, Meir Shalev e molti altri....
Per tornare all'argomento del post, l'Eleganza del
riccio è uno dei miei libri preferiti, e sicuramente uno di quelli che
maggiormente nella vita, mi hanno emozionato dalla prima all'ultima pagina.
Le due voci che si alternano nel racconto sono quella della portinaia, Renée
e della dodicenne Paloma. Entrambe sono ricci, ricci che nascondono la loro
bellezza interiore e la loro unicità sotto gli aculei rappresentati da un
carattere difficile o da una finta ignoranza.
Renée Michel, dalla vita ha avuto molti dispiaceri, la morte
del marito, i figli mai venuti alla luce, un lavoro che rende facile etichettarla come la "tipica" portinaia sciatta ed ignorante, nonostante lei sia esattamente l'opposto di ciò che appare. Ma nessuno va mai oltre l'apparenza .... Non è forse vero che tutti siamo etichettati per il lavoro che facciamo, la nostra estrazione sociale, il modo in cui vestiamo.... etichette come quella che una portinaia per forza deve essere ignorante e al massimo avere come hobby l'uncinetto e mai penseresti che chiama Lev il suo gatto in onore di Tolstoj....
"Ha
l'eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria
fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i
ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e
terribilmente eleganti...."
Paloma, una dodicenne che questa vita la sta cominciando a comprendere
e la rifiuta, perchè "
un pesce rosso dalla vita può aspettarsi solo la sua boccia di
vetro" (
Come un pesce rosso in una boccia)
"Io ho dodici anni, abito al numero 7 di rue de Grenelle in un
appartamento da ricchi. I miei genitori sono ricchi, la mia famiglia è
ricca, e di conseguenza mia sorella e io siamo virtualmente ricche.Si dà il caso che io sia molto intelligente. Di un'intelligenza
addirittura eccezionale."
Per sfuggire a quell'ambiente familiare alto-borghese in cui si sente totalmente fuori posto, con un padre completamente assorbito dalla sua carriera, una
madre perennemente in analisi, una sorella maggiore nevrotica e
altezzosa, Paloma organizza un piano preciso: da
lì a 165 giorni, il suo tredicesimo compleanno, lei porrà
fine ai suoi giorni...

Da corollario, a questo percorso filosofico e di vita, tutta la
galleria di personaggi di rue de Grenelle 7, lo specchio di una varia umanità parcellizata e
borghese, personaggi che entrano alle diverse ore del
giorno dai loro eleganti appartamenti sotto gli occhi indagatori di Paloma, mentre madame Michel si accinge a ripetere i soliti gesti quotidiani: mettere la
posta in ogni cassetta, portare fuori i sacchi della spazzatura, lavare le scale, lucidare i corrimano di ottone....
fino al momento in cui può ritirarsi dietro alla sua guardiola, e qui la
attende un altro mondo, fatto di letteratura,cultura, musica classica, tavolette di cioccolato gustate durante la lettura.
“Quando sono angosciata , mi ritiro nel mio rifugio. Non c’è nessun bisogno di viaggiare; mi basta raggiungere le sfere della mia memoria letteraria e il gioco è fatto”.
In realtà Renée e Paloma sono profondamente simili, fortemente attratte dal bello,
dall'arte, dalla cultura, dalla conoscenza, sono persone profonde e fuori luogo in un mondo che vive di apparenza, di etichette, di superficialità. Entrambe aspettano solo che la vita dia
loro un motivo per cui valga la pena uscire allo scoperto, amare e farsi
amare, farsi scoprire e conoscere per quello che sono realmente, oltre le apparenze. Tutti noi non vogliamo forse farci conoscere, essere amati per ciò che siamo realmente? Quante volte questa società costruita principalmente sui
princìpi dell’ipocrisia e sulle convenzioni, riesce a schiacciare ciò che siamo realmente? Quante persone attorno a noi vivono mentendo anche a se stesse, arroccate dietro una facciata di pura apparenza?
"Nei
momenti supremi la verità deve pur venire a galla. [...] Tutti noi,
quando non abbiamo più vie di uscita, dobbiamo affrontare il destino in
cui siamo imprigionati, e all'epilogo essere quello che siamo sempre
stati nel profondo, qualunque fosse l'illusione in cui ci siamo voluti
cullare."
Alla fine una persona, monsieur Ozu, sarà in grado di scoprire questa eleganza nascosta del
riccio e porterà l'inaspettato nelle loro vite. Questo libro ci regala la storia di un incontro tra due donne, un incontro profondo, unico, irripetibile, che è quello di due vite umane che segnano il destino l'una dell'altra, che si fruttificano a vicenda. E ci insegna anche che il sapere, il
conoscere, la letteratura, sono spesso un’àncora di salvezza per
poter resistere alla solitudine e al dolore ...
Di
certo, nessuno fra gli inquilini di
Rue de Grenelle 7 immagina che dietro la portinaia possa nascondersi una creatura così colta e
profonda; nessuno “la vede”, anche se tutti la incontrano tutti i giorni.
E noi, noi vediamo coloro che abbiamo intorno? O semplicemente li guardiamo senza vederli?
E' bellissimo il momento in cui Renée trasformata negli abiti e nella pettinatura e incontrando uno
dei condòmini che non la saluta, si rivolge a monsieur Ozu dicendo:”Non mi hanno riconosciuta” , e monsieur Ozu le risponde:”E’ perchè non l’hanno mai vista”
Non vi dirò, però, con quale dei due ricci, cioè delle due protagoniste mi sono immedesimata.....
E' stato un colpo di fulmine fin dalle prime pagine, ricordo che non ho dormito pur di finirlo e che non smettevo di piangere e ridere allo stesso tempo, e sono rimasta lì, all'alba, a fissare l’ultima pagina col cuore traboccante di lacrime, ma soprattutto di speranza e di bellezza …
sì perche’ davvero la bellezza e’ qui, in questo mondo, come dice Paloma: un sempre nel mai.
Buona lettura....
"Stasera, ripensandoci, con il cuore e lo
stomaco in subbuglio, mi dico che forse in fondo la vita e’ così: molta
disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo
non é più lo stesso. E’ come se le note musicali creassero una specie di
parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel
mai. Sì. é proprio così, un sempre nel mai."
La bambina col cappotto azzurro-cielo
La bambina col cappotto azzurro- cielo@copyright