Voglio
raccontarvi una storia che ogni italiano dovrebbe conoscere, perché è
una storia di meriti, di bravura, di coraggio e di profondo senso
civico. Luca è nato a Orvieto il 16 luglio del 1967 ed è morto a Orvieto
il 20 febbraio di sette anni fa, nel 2006. Luca nella sua breve vita ha
fatto molte cose. Ha studiato economia, è stato bravo ed è diventato
ricercatore. Ha insegnato e intrapreso la carriera politica. Nel 1995, a
soli 28 anni, gli viene diagnosticata la SLA. Luca lascia gli impegni
pubblici perché la dolorosa e inarrestabile degenerazione del suo corpo è
iniziata. Ma le sue capacità intellettive sono intatte e trova la forza
di reagire. Nel 1999 sposa Maria Antonietta Farina e torna alla vita
pubblica. E soprattutto decide di legare la sua attività privata e
politica alla lotta per la libertà di cura e di ricerca scientifica
opponendosi a chi utilizza argomentazioni etiche per tarpare le ali alla
ricerca nel nostro Paese. Luca rifiuta la tracheotomia e il 20 febbraio
di sette anni fa muore. Oggi il mio ricordo va a lui, a Luca Coscioni,
perché l’Italia non dimentichi ciò che ha fatto.
